BY DIANA NEUMANN, BASED ON AN INTERVIEW WITH GÜNTER MOSER
Il turismo esiste in varie forme da millenni e continua a evolversi, portando con sé nuove opportunità e nuove sfide. Spesso l’attenzione si concentra sui problemi dell’overtourism, mentre raramente sono al centro della scena le destinazioni che si trovano ancora nelle fasi iniziali dello sviluppo turistico – dove è ancora possibile instaurare un turismo sostenibile e sostenuto dalla comunità.
In un’intervista, Günter Moser, direttore della Scuola professionale per il commercio e il turismo, ha presentato il caso studio della regione di Palapag, nelle Filippine. Si tratta di una regione per la quale si sta elaborando per la prima volta un piano di sviluppo turistico e che illustra chiaramente le diverse aspettative e speranze legate alle varie fasi di sviluppo di una destinazione. Questo caso studio si basa su un’indagine sull’accettazione del turismo, sviluppata dagli studenti della scuola professionale. In collaborazione con l’organizzazione locale Sarayo Forests – un’iniziativa guidata da donne e impegnata nell’agricoltura rigenerativa e nella creazione di comunità resilienti al clima nella regione – Moser ha condotto rilevazioni in tre località diverse, ognuna caratterizzata da una fase di sviluppo turistico nettamente distinta. Attraverso colloqui diretti e questionari, l’argomento è stato approfondito durante un incontro comunitario nel centro del paese, presso la fattoria di permacultura dell’organizzazione Sarayo e in un piccolo villaggio di pescatori, Barangay Maragano.

IL BARANGAY MARAGANO
Il Barangay si trova ancora nelle fasi iniziali del suo sviluppo come destinazione turistica. Durante l’incontro comunitario, il capo villaggio ha invitato Moser e l’organizzazione Sarayo a condurre l’indagine anche lì, poiché anche il villaggio era interessato al turismo. Durante la rilevazione nella piazza del villaggio, molti residenti si sono presentati con i propri figli, mostrando in gran parte vivo interesse. Qui le aspettative riguardo al turismo erano prevalentemente positive: su circa 15 risposte raccolte, solo una o due esprimevano critiche. La preoccupazione principale riguardava i possibili impatti negativi sull’ambiente. Moser ipotizza che tali voci critiche derivino da esperienze passate con concessionari autorizzati dallo Stato per il taglio del legname e con l’eccessiva estrazione di sabbia e ghiaia. Tuttavia, le aspettative positive si concentravano sulla prospettiva di uno scambio culturale o sociale con i viaggiatori, nonché sulla speranza di ulteriori opportunità di reddito e posti di lavoro. Ad esempio, «una donna ha iniziato subito a preparare prodotti da forno per poi metterli in vendita». A differenza di quanto accade nelle altre località, nel villaggio l’accesso a Internet deve essere acquistato tramite monete presso postazioni dedicate. Di conseguenza, i residenti vengono a conoscenza non solo degli impatti negativi del turismo, ma anche delle opportunità di guadagno che esso offre. Tuttavia, a causa dell’accesso limitato, l’influenza dei media e delle esperienze maturate in altre destinazioni risulta, nel complesso, meno marcata rispetto ad altri luoghi.

L’AZIENDA AGRICOLA IN PERMACULTURA
Anche l’azienda agricola basata sulla permacultura non ha ancora accolto turisti, ma vanta competenze specifiche nel campo dell’agricoltura sostenibile. È già nota oltre i confini dell’isola per il suo lavoro di prevenzione dei danni causati dai tifoni e gode del sostegno della GIZ (Società tedesca per la cooperazione internazionale) nell’ambito del programma di «Gestione del rischio di catastrofi». Qui il sostegno al turismo è risultato particolarmente elevato, soprattutto in considerazione dei previsti benefici economici. Alcuni degli intervistati nutrivano persino specifiche aspirazioni professionali, dichiarando di voler diventare guide turistiche o di voler lavorare per un tour operator. Allo stesso tempo, però, i residenti di questa località hanno espresso i timori più concreti: preoccupazioni legate all’inquinamento ambientale causato dai rifiuti, alla criminalità e allo sfruttamento sessuale (prostituzione), nonché alla trasformazione del territorio e all’estrazione illegale di sabbia, fattori che contribuiscono all’erosione costiera rendendo la regione – già frequentemente colpita dai tifoni – ancora più vulnerabile. È emersa tuttavia anche la speranza «che il turismo non debba necessariamente contribuire alla distruzione dell’ambiente, ma che possa, al contrario, essere utilizzato per finanziare progetti volti a contrastare tale fenomeno». Colpisce il fatto che proprio qui la preoccupazione per le esigenze locali fosse più marcata: rispetto alle altre località, gli intervistati hanno più spesso lamentato una scarsa considerazione delle loro necessità nella pianificazione turistica. Ciò potrebbe essere indice di precedenti progetti in cui le esigenze della comunità non erano state adeguatamente soddisfatte.

ASSEMBLEA DEL VILLAGGIO
L’assemblea pubblica ufficiale era aperta a tutti e vi hanno partecipato, tra gli altri, alunni, insegnanti e personale dell’amministrazione locale. È stato in questa sede che i commenti sono stati più critici, o meglio, più eterogenei. Come nelle altre località, anche qui sono stati riconosciuti i potenziali benefici economici del turismo, così come il rischio di impatto ambientale ad esso associato. Tuttavia, le risposte qui sono state le più specifiche e ponderate. Le divergenze esistenti sono emerse in particolare in un commento in cui si esprimeva il timore che i benefici finanziari e strutturali del turismo non raggiungessero la popolazione locale. Questa preoccupazione deriva probabilmente da presunti episodi di corruzione e da prezzi eccessivi per beni e servizi.

UN CONFRONTO TRA GLI ATTEGGIAMENTI NEI CONFRONTI DEL TURISMO: COME LA FASE DI SVILUPPO INFLUENZA LE PERCEZIONI
Un confronto tra le tre località rivela un modello chiaro. Vi è un accordo unanime sul fatto che il turismo possa apportare benefici economici e debba contribuire allo sviluppo locale. Questo desiderio di una gestione sostenibile e responsabile emerge da tutti e tre i sondaggi. Le differenze, tuttavia, risiedono principalmente nella natura e nell’intensità della percezione dei problemi, che può essere direttamente collegata al rispettivo livello di sviluppo turistico.
Minore è l’esperienza turistica e minore è il numero di contatti in un determinato luogo, più ottimistiche e meno sfumate tendono ad essere le valutazioni, come è emerso chiaramente nel barangay. Con l’aumentare del coinvolgimento nell’argomento, emergono preoccupazioni specifiche. L’accesso all’informazione gioca un ruolo particolarmente importante: più è facile e completo reperire informazioni e maggiore è il numero di persone che possono scambiarsi opinioni, più dettagliato diventa il quadro della situazione e più riflessiva e critica può essere la prospettiva su di essa. Inoltre, quando le persone hanno già avuto esperienze concrete di cambiamenti ambientali, disastri naturali o conversione del territorio, la loro attenzione si sposta maggiormente verso le conseguenze negative del turismo o verso la loro prevenzione. Un’iniziativa che nasce dalla popolazione locale stessa, piuttosto che essere imposta dall’esterno – ad esempio, dal consiglio comunale – ha maggiori probabilità di essere accettata e sostenuta dalla popolazione locale. Se la popolazione locale viene coinvolta nei vari processi, se le sue opinioni vengono richieste e prese in considerazione e se i suoi bisogni vengono rispettati, le sue aspettative si adeguano di conseguenza e diventano più positive.
PARALLELISMI TRA FILIPPINE E AUSTRIA
Le stesse indagini sono state condotte anche in Austria dagli studenti della Scuola Professionale per il Commercio e il Turismo e presentate nell’ambito dei Travel Action Days 2026. A tal fine, hanno visitato diverse località turistiche austriache, come Hallstatt e diverse zone di Vienna, dove hanno intervistato i passanti. Analizzando i dati, è emerso che presentavano un’ottima correlazione con i risultati di Palapag. Anche nell’Europa centrale, gli atteggiamenti nei confronti del turismo variano notevolmente a seconda di quanto una persona o un luogo siano influenzati dal turismo. Chi vive in una città fortemente influenzata dal turismo o che dipende direttamente dalle entrate turistiche sviluppa una prospettiva diversa rispetto a chi non ha quasi alcun ruolo nella vita quotidiana. Tuttavia, una differenza fondamentale risiede nella dipendenza economica: nelle regioni prive di un’industria significativa o di valide alternative occupazionali – come accade in molte aree rurali delle Filippine – l’importanza economica del turismo è di gran lunga maggiore rispetto alle regioni con una vasta gamma di opportunità lavorative. Questo parallelismo conferma che la questione dell’accettazione del turismo è sempre legata al grado di impatto diretto sulle persone, alla loro esperienza personale e alla loro dipendenza economica, indipendentemente dal fatto che si tratti del centro di una città europea o di un villaggio di pescatori filippino.

IL COINVOLGIMENTO PRECOCE COME CHIAVE PER UN TURISMO SOSTENIBILE
Le indagini condotte a Palapag dimostrano che la percezione del turismo non può essere classificata semplicemente come positiva o negativa, ma è strettamente legata all’attuale fase di sviluppo turistico della località. Minori sono stati finora i contatti con il turismo – come accade nel *barangay* in questione – più ottimistiche e spensierate tendono a essere le aspettative. Molte problematiche non vengono previste proprio a causa della mancanza di un’esperienza concreta. Man mano che si approfondisce il confronto sul tema – ad esempio, nelle aziende agricole o durante le riunioni della comunità – le prospettive cambiano: emergono timori più specifici, come quelli legati ai danni ambientali, alla conversione dell’uso del suolo o alla corruzione, e le reazioni si fanno più articolate e critiche. La percezione dei problemi, dunque, non si intensifica semplicemente perché nelle località più sviluppate il turismo è visto in modo più negativo, bensì grazie a una maggiore conoscenza, a un migliore accesso alle informazioni e, in alcuni casi, a esperienze pregresse che consentono una visione più realistica di opportunità e rischi. Per il futuro sviluppo del turismo a Palapag e altrove, ciò implica che prima la popolazione locale verrà coinvolta, informata e ascoltata nelle sue esigenze, più rapidamente l’ottimismo iniziale potrà trasformarsi in uno sviluppo turistico sostenibile e guidato dalla comunità, evitando che esperienze negative finiscano per condizionare a posteriori la percezione del fenomeno.