E’ giunto il momento di fare un bilancio sullo stato del processo d’integrazione europea avviato ufficialmente il 9 maggio 1950 a Parigi, al Quai d’Orsay, con la “Dichiarazione Schuman”, fatta da Robert Schuman, Ministro degli Affari Esteri della Francia, con la quale annunciava il Progetto della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, strumento per rendere impossibile la guerra e introdurre sulla scena internazionale un nuovo potenziale soggetto politico, fattore di progresso socioeconomico, di distensione e di pace: l’Europa Unita su base federale. C’era l’idea-forza della federazione europea, degli Stati Uniti d’Europa da costruire gradualmente attraverso realizzazioni concrete che avrebbero creato anzitutto una solidarietà di fatto, superando il pericolo di ricadere nei particolarismi nazionali incombenti su un’Europa convalescente da due guerre mondiali e contesa da USA e URSS.
Questo rapido cenno al processo d’integrazione e alle sue radici non ci esime dal denunciare i limiti di questo modo di procedere per settori alla integrazione europea, di questo metodo funzionalista che ha illuso di poter fare l’Europa a piccoli passi,. pensando possibile un passaggio automatico dall’economia alla politica. Di fronte al ritorno della guerra ai confini orientali dell’Unione Europea, di fronte alle guerre che affliggono l’umanità in molte parti del mondo, di fronte alla tragica situazione in Medio Oriente e ai risorgenti velleitari egoismi naziocentrici in Europa è urgente ripensare il processo d’integrazione europea, ricordandone le radici, ma evidenziandone i limiti. Le celebrazioni del 25 aprile festa di Liberazione dal nazifascismo devono essere l’occasione di affermare che la precondizione per uscire dalla crisi in cui tutta l’Europa si trova è quella di riconciliare gli europei con l’idea della federazione europea. Le “piazze per l’Europa” hanno dimostrato che c’è un popolo europeo in formazione, che i nazionalismi e gli imperialismi si possono sconfiggere. C’è ora spazio per chi vuole riprendere con coraggio la battaglia per ridare un ruolo all’Europa nel mondo, per ridarle dignità con un ruolo di soggetto attivo nella storia di questo mondo globalizzato senza regole .
Giuseppe Enrico Brivio, Vice Presidente e Referente per l’ Area Cittadinanza Attiva e Responsabile de Il Contatto APS-ETS Sezione di Sondrio della Federazione APS Gruppo Italiano Amici della Natura- MEMBER OF FRIENDS OF NATURE INTERNATIONAL- ADERENTE ALLA RETE NAZIONALE DELLA BIO-ENERGETICA DOLCE