Si è conclusa la prima parte della tappa di IT.A.CA’ il Festival del Turismo Responsabile Valle di Ledro Giudicarie esteriori riserva di biosfera. Numerosi eventi che si sono svolti tra il 12 luglio ed il 20 luglio 2025.
In questa prima parte si sono affrontati tre temi alla base del turismo responsabile: la cooperazione, l’accoglienza ed il rispetto. Valori che ritroviamo all’interno del Codice mondiale di etica del turismo emanato nel 1999 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo. Cooperazione è l’atteggiamento che il turista, ospite, viaggiatore, deve a nostro avviso avere con i territori. Il suo contributo dovrebbe essere rivolto a migliorare le condizioni sociali, economiche e ambientali dei territori. Accoglienza è la postura che le comunità locali dovrebbero assumere, non svendendo i propri territori, ma facendo emergere memorie, culture e valori. Rispetto verso l’ambiente deve essere l’atteggiamento alla base di ogni azione sia che provenga dal turista, ospite, viaggiatore sia dalle comunità locali.
I NUMERI
650 presenze;
10 eventi realizzati;
4 libri presentati dagli autori;
1 mostra esposta per 30 giorni;
10 relatori coinvolti;
12 tra produttori e ristoratori locali coinvolti;
2 musicisti coinvolti presenti per due giornate;
5 enti locali patrocinanti;
11 collaborazioni tra enti e associazioni locali.

 

12 luglio inaugurazione: “altruismo e cooperazione”

Al centro culturale di Bezzecca, la storica località del famoso “obbedisco” di Garibaldi, con l’eccezionale presenza dei curatori della mostra “Il dilemma dell’altruismo”, Daniela Gentili e Gabriele Raimondi, e dell’ecologa del MUSE (Museo delle Scienze di Trento) Chiara Fedrigotti, abbiamo conversato di importanti fattori dell’evoluzione tra cui il mutuo appoggio spingendoci fino a sviluppare accostamenti con gli atteggiamenti cooperativistici presenti nella nostra specie umana.

Il filo conduttore, sostenuto da profondi profili scientifici, è stata l’importanza del modello di scambio e di altruismo quale fattore vincente sia a livello evolutivo che sociale. Confliggere è la soluzione meno adatta per migliorare le condizioni di vita delle comunità, animali, vegetali ed umane.
A chiusura della mattinata non poteva mancare un buffet con i prodotti tipici della Valle di Ledro e l’immancabile polenta concia piatto che racchiude antiche tradizioni alimentari. Il festival ha voluto testimoniare l’importanza di fare rete tra ristoratori e produttori locali inserendo la filiera agroalimentare in un rapporto responsabile con il territorio, rimarcando come il turismo possa contribuire all’armonizzazione di un settore fondamentale dell’economia.

12 luglio: in viaggio attraverso il mondo con 80 oggetti e musiche

A partire dalle ore 20 la giornata dell’inaugurazione si è poi spostata in uno dei più bei nuclei storici, che si snoda su via Vittoria tra palazzi di fine ‘600, in quel di Pieve di Ledro. All’interno dell’antico oratorio di San Giuseppe risalente alla fine del ‘400, si è svolta la presentazione del libro “Mirabilia, il giro del mondo in 80 oggetti. A far viaggiare i numerosi presenti in lungo ed in largo per i continenti attraverso la descrizione di oggetti significativi delle varie società, è stata l’antropologa Cristina Balma Tivola. Far affiorare dettagli apparentemente insignificanti per occhi distratti ma di grandissimo spessore culturale ha smosso negli ascoltatori la consapevolezza che vivere da turista non può distaccarsi dalla conoscenza dell’altro.
Com’è possibile in un viaggio non portare con sé le musiche dei luoghi che si incontrano?
E’ così che dopo aver vissuto il clima magico della presentazione del libro non poteva mancare un viaggio nelle musiche tradizionali ed antiche di diversi Paesi dell’area europea, con gli instancabili e bravissimi Andrea Pizzamiglio alla fisarmonica e Attilio Tripodi alla chitarra che ci hanno accompagnato fino a notte fonda.

13 luglio: alla ricerca di testimonianze preistoriche di viaggiatori

Spostarsi è stato l’atto che ha da sempre ha connotato la nostra dimensione di esseri umani, l’attraversamento di territori in cerca di cibo, migliori condizioni per vivere, pascoli migliori è esistito fin dai millenni passati. Andare in luoghi ove sono stati rinvenuti i segni di queste transumanze ci ha permesso di toccare con mano il rapporto con antiche pratiche.
Scoprire che gli unici confini in passato erano determinati dalle conformazioni geofisiche dei territori, confini che venivano superati per scambiare conoscenze, commercializzare prodotti, occupare nuove terre, ci riporta a riflettere su quanto sia ingiusto non attivare nei luoghi in cui viviamo un modello di accoglienza pacifica. Anche verso il turista o viaggiatore che entra nelle nostre valli, paesi e città, è necessario attivare un’accoglienza che metta in moto scambi culturali prendendo le distanze da quelle forme di accoglienza che spesso si trasformano in svendita dei territori.
Dosso Rotondo è il sito nelle Giudicarie esteriori a quota 1.876 m s.m. che abbiamo visitato partendo dal comune di Storo a quota 600m s.m.. Abbiamo camminato in alta quota da malga Vacìl fino al luogo dello scavo archeologico, effettuato nel 1998, in cui sono stati rinvenute testimonianza di processi di possibile transumanza preistoria probabilmente risalente tra i 4.000-4.500 anni fa.
Come nelle migliori tradizioni di montagna abbiamo unito l’utile al dilettevole con una bella polenta, questa volta carbonera.
Le polente delle tipologie “concia” e “carbonera” sono piatti poveri, spesso cucinati con gli avanzi delle preparazioni e dei pasti precedenti, radicati nella tradizione trentina, la prima fatta con patate e la seconda con la farina di Storo.

15 luglio pomeriggio: presentazione progetto di nomadismo digitale


Le aree rurali alpine subiscono un tendenziale fenomeno di spopolamento che sta minacciando, in alcuni casi, la sopravvivenza di intere comunità. Una delle formule che si stanno sperimentando per contrastare questo fenomeno è il cosiddetto nomadismo digitale, iniziativa che vede i giovani trasferirsi con il proprio lavoro a distanza, in forma digitale, in aree rurali. Non poteva mancare all’interno del festival un approfondimento a tale tema. Abbiamo quindi organizzato un incontro in cui Ilaria Rinaldi ha illustrato il progetto R.A.R.E (Remote Areas Revitalization through Digital). Rinforzando la comunità residente con nuovi strumenti, risorse, e contatti, RARE crea le condizioni adatte per una crescita sostenibile insieme alla preservazione delle culture e ad un’innovazione disegnata sui bisogni della comunità.

 

 

15 luglio sera: storie di emigranti e immigrati


L’accoglienza è stato il filo conduttore di questa serata. Partendo dallo spunto della presentazione del diario di Giuseppe Piva, cittadino ledrense, scritto tra il 1930 ed il ’34 in occasione del suo “esilio” nello stato dell’Uruguay si sono sviluppati collegamenti con le storie dell’esodo in Boemia della popolazione della valle di Ledro tra il 1915 ed il ’18 e le esperienze di accoglienza degli immigrati odierni, in particolare legate alla scuola di italiano per stranieri. Nicoletta Donati ci ha descritto il Cuaderno de Escritura di Piva e ha permesso ai partecipanti di cogliere le emozioni, le paure, le dure fatiche che nel diario venivano descritte e che tante assonanze hanno con quanto ci viene descritto dagli immigrati. Dario Colombo si è soffermato sulle diverse fasi di accoglienza che gli esodi ledrensi hanno avuto dalle popolazioni boeme. Riportando alcuni articoli della stampa austriaca dell’epoca sono risuonate nella stanza parole rivolte ai poveri ledrensi che ancora oggi vengono usate da chi vede nello straniero la minaccia. Anna Maria Sartori ci ha descritto l’esperienza pluriennale della scuola di italiano per stranieri richiamandone l’importanza per dare all’accoglienza il significato anche di sostegno ed aiuto a partire dalla lingua. Pietro Zanotti, dati alla mano, ha posto in evidenza come sviluppo del turismo e immigrazione straniera siano due fenomeni tra di loro in relazione da tempo in molte località delle Alpi italiane, evidenziando come in quelle più rinomate la presenza dei “migranti economici” è ormai consolidata, dal settore alberghiero alla ristorazione, dalle pulizie ai servizi alla persona, fino alla costruzione e manutenzione degli impianti di risalita. In questo contesto è stato richiamato il codice mondiale di etica del turismo ed in particolare quanto scritto all’art.2 comma 2 “Le attività turistiche devono rispettare l’uguaglianza di uomini e donne; devono essere dirette a promuovere i diritti umani e, in particolare, i diritti specifici dei gruppi più vulnerabili, quali i bambini, gli anziani, i portatori di handicap, le minoranze etniche e i popoli autoctoni.”

18 luglio: esperienze di viaggio


Non poteva certo mancare una serata nella quale raccontare esperienze di viaggio. Abbiamo affidato ad Alessandro De Bertolini il compito di raccontarci le sue esperienze in bicicletta nelle aree remote del Mondo. Sostenuto ad un importante apparato fotografico e da un racconto denso di dettagli e di importanti riflessioni, ci ha descritto il suo incredibile viaggio di 7.500 km in bicicletta dalla Mongolia al Nepal. In 75 giorni ha attraversato il Deserto del Gobi, il Kunlun Shan e l’Himalaya, unendo avventura, cultura, scienza e solidarietà. Nonostante i suoi viaggi non siano proprio alla portata di tutti, Alessandro invece ci tiene a sottolineare che lui è assolutamente una persona normale, un viaggiatore attento, informato, curioso e niente di più, nulla a che vedere con alpinisti e scalatori. Tuttavia per chi ha la fortuna di partecipare ai suoi racconti o di leggere i suoi libri, tra cui “Like a Skinny Ant”, non può che rimanerne affascinato ed apprezzare le grandi doti descrittive e le grandi conoscenze scientifiche. Per tutti i partecipanti è stato un momento di grandi emozioni ma anche interrogativi su alcune delle criticità che il Pianeta sta incontrando in tema di cambiamenti climatici.

 

19-20 luglio: in cammino nella biosfera

La valle di Ledro e le Giudicarie esteriori hanno ottenuto il riconoscimento di Riserva di Biosfera MAB Unesco già da 10 anni. Territori scrigno di biodiversità con ben 1.600 esemplari di flora, in molti casi endemici, e 149 specie di fauna protetta. Non poteva mancare una proposta di attraversamento lento accompagnati da esperti quali Paola Barducci e Alessandro De Bertolini.
Due giornate in cammino nella valle di Ledro che ci hanno portato a conoscere sia gli elementi naturalistici che storici e geofisici del territorio, oltre ad un modo di vivere lo stare insieme in montagna.
20 luglio: l’attraversamento lento dei territori
In collaborazione con l’associazione Smarmellata siamo stati ospitati al festival Made in Cita concludendo insieme le due manifestazioni. Il tema dell’edizione 2025 di Made in Cita è “tribù”, interpretato attraverso l’opera collettiva della Tribù dei Metaxu, una performance itinerante realizzata da oltre 30 artiste e artisti, si è collegato perfettamente con i temi di IT.A.CA’.
Il tema del festival coordinato dall’ass.ne Smarmellata presenta numerosi punti di contatto con la nostra tappa di IT.A.CA’. Abbiamo quindi scelto di presentare il libro “La Traversara” alla presenza dell’autore Fulvio Osti.
Si tratta di un libro che racchiude innumerevoli spunti di riflessione a partire dalla ricerca storica di antichi percorsi di commercializzazione tra territori dell’Asia ed i nostri Trentini.
Per riassumere il senso dell’incontro richiamiamo un brano del testo sopraccitato che suggerisce l’indispensabile cambio di approccio alle cose del Mondo: “bisognerà riscoprire, come scelta etica prima ancora che estetica, il leggero, il pacato, il sensibile, il delicato, l’elegante, il parco, il sobrio, il frugale, il parsimonioso, il silenzioso: insomma, bisognerà camminare in punta di piedi e reimparare a sollevare meno polvere possibile e ad abbassare i toni e fare meno rumore..”
Con questa citazione lasciamo la prima parte della tappa per darci appuntamento ad ottobre.

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