Mentre in Italia si litiga sui canti di Natale nei paesi più aridi migliaia di migranti climatici si mettono in cammino; mentre in Italia si discute se pagare un caffè col bancomat molte isole rischiano di sparire dalla cartina geografica per l’innalzamento dei mari. Ma badate bene: questo fenomeno non riguarda paesi esotici come le isole Marshall e le Maldive, sperdute in oceani lontani, riguarda da vicino anche noi… L’Italia, con tutti i suoi chilometri di costa è a grave rischio…La splendida Venezia potrebbe essere sommersa nel giro di poche generazioni. E’ per questo che partecipare ad eventi di respiro mondiale come la COP21 di Parigi ti dà una scossa, ti fa rimettere tutte le cose in prospettiva, ti fa capire che la posta in gioco qui è la nostra esistenza stessa.
Per il GIAN siamo partiti in 7 (6 dall’Italia e Aurora dalla Francia) e ad accoglierci abbiamo trovato una Parigi svuotata ma sempre meravigliosa. La sera abbiamo fatto una riunione in zona Montreuil presso la sede degli Amici della Natura francesi, in un bellissimo palazzo ‘etico’ sede di altri arcinoti movimenti, come Coalition Climat 21, Avaaz e Alternatiba. Subito ci siamo sentiti a nostro agio grazie alla calda accoglienza e oltre agli Amici francesi abbiamo incontrato gli Amici di Amburgo e del Senegal.

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Dopo un lauto banchetto pieno di prelibatezze francesi, abbiamo discusso del comunicato stampa da redigere, contenente ciò che gli Amici auspicano e chiedono a gran voce alla COP21. Unica nota di tristezza: ai rappresentanti degli Amici del Togo è stato negato il visto per venire a Parigi… Ovviamente per ragioni non credibili…Un primo segno dei tentativi per mettere a tacere l’espressione di tutte le idee.
E poi è arrivato il gran giorno, il  29 novembre – un giorno che doveva essere ricordato per una gigantesca marcia per il clima con 2 milioni di persone. Invece il governo francese ha preso al volo l’occasione dei tragici attentati del 13 novembre per giustificarne l’annullamento. Non ho sentito politici francesi rammaricarsi della mancata marcia… Penso che si sia colta la palla al balzo… Purtroppo, con la proclamazione dello stato di emergenza e l’impossibilità di raggrupparsi, il risultato è stata un’inaccettabile limitazione del diritto di ciascuno alla parola e alla giusta protesta. E’ per questo che nelle ultime ore prima della mancata marcia alcune organizzazioni si sono mobilitate per trovare modi alternativi di protestare, con atti di disobbedienza pacifici e ‘tollerati’ dalle autorità. Si è iniziato con il deporre migliaia di scarpe in Place de la République per poi passare all’ideazione di una catena umana lungo Boulevard Voltaire, un luogo doppiamente significativo, sia perché era qui che si sarebbe dovuta tenere la marcia sia perché siamo nel quartiere dei tristi attentati terroristici. I capi delle varie organizzazioni, tra cui la nostra, hanno ricevuto un vademecum con le regole da rispettare prima, durante e dopo la catena, in modo da non creare problemi né alla circolazione né alle forze di polizia. La catena era divisa in 5 ‘maglie’, a seconda dell’argomento e noi abbiamo scelto la ‘maglia’ della protezione della natura. Con l’adrenalina alle stelle ci siamo riuniti fuori dall’ostello e con grande piacere siamo stati raggiunti da un nutrito gruppo dei Giovani Amici della Natura provenienti da tutta Europa.

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Abbiamo preso la metro con le nostre spillette e bandiere e siamo arrivati in zona Oberkampf…E’ lì che ho capito che stavamo per entrare nella storia…Un’emozione fortissima…Eravamo nel posto giusto, quello in cui volevamo e dovevamo essere, e al momento perfetto.. I volontari, con una perfetta organizzazione, ci hanno fatto prendere posizione lungo il marciapiede di Bd. Voltaire..Il cuore batte a mille mentre giornalisti e fotografi da tutto il mondo ci immortalano e, in qualche caso, perfino intervistano.

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Le persone continuano ad arrivare e ad allungare la catena… Siamo ben 10.000 e tutti coloratissimi, pieni di idee e di inventiva…

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I volontari ci danno dei cartelli da appendere al collo, ce ne sono più di mille… Altro esempio della perfetta organizzazione francese… Ad alcuni di noi toccano cartelli con slogan, ad altri cartelli sagomati a forma di animale e ad altri ancora a forma di onde a ricordare l’innalzamento dei mari.

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La presidente degli Amici di Amburgo indossa un fantasioso copricapo con un orso polare, che le vale una bellissima foto sul sito della BBC.

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Anche il GIAN è finito su molti siti internet e le nostre due belle bionde, Mery e Ivonne, si sono guadagnate un posto d’onore su Le Figaro, facendo bella mostra della bandiera del GIAN!

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Io invece mi ritrovo accanto a persone vestite con finte pelli di tigre e maschere e la persona accanto a me è venuta apposta da Bamako, Mali, altro luogo recentemente martoriato dal terrorismo. E’ indimenticabile, essere lì tutti insieme, persone da tutto il mondo unite per una stessa lotta pacifica! E la bellezza consiste nell’assenza di ogni attrito, tutte le persone si parlano e sorridono e cantano insieme anche se non si conoscono – finalmente tutti gli uomini e le donne appartenenti davvero ad un’unica ‘razza’ al canto di ‘Change le système, pas le climat’, cambiamo il sistema, non il clima. I fotografi e le persone comuni continuano a passarci davanti, ci dicono che lì vicino c’è Manuel Valls: sì, siamo proprio accanto al Bataclan… Ma ciò non impedisce a tante persone di tutte le età di venire a portare la propria voce per il clima – e quante famiglie, anziani, passeggini e quanti bambini vestiti con temi floreali! Il terrore ha perso, la solidarietà ha vinto!
Ed è con un po’ di tristezza che la catena viene sciolta…Non prima però di aver alzato tutti le mani al cielo, in un unico gesto lungo chilometri…E’ il momento di disperdere la manifestazione, ma vogliamo comunque portare le nostre preghiere alle vittime degli attentati, così ci fermiamo qualche minuto davanti al Bataclan, dove regna un silenzio rispettoso e irreale… Proprio come il giorno prima, quando abbiamo lasciato un simbolo del GIAN tra le candeline del memoriale in Place de la République.

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Poi gli Amici francesi ci hanno fatto da ciceroni a Montmartre, mostrandoci degli angolini che altrimenti non avremmo mai visto!

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E infine alla Torre Eiffel: centinaia di persone incantate a vedere le proiezioni sulla torre riguardanti la COP21 e il clima, le risorse rinnovabili e la necessità di stare uniti.. #100%together

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Che dire, siamo rimasti tutti molto colpiti da questo viaggio e se possibile abbiamo ancor di più capito quanto è importante proteggere il nostro pianeta (che non ha più tempo) e quanto è bello lottare tutti insieme in amicizia profonda. Grazie a tutti quelli che lo hanno reso possibile..               

Cristina

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4 commenti su “Il GIAN alla COP21 di Parigi”

  1. Cristina Gaetani Liseo

    Grazie, Cristina, per aver condiviso con noi questa vostra esperienza.
    E’ un racconto coinvolgente e consapevole.
    Rimaniamo connessi, attenti e speranzosi per gli sviluppi della Conferenza di Parigi.
    Grazie alla delegazione GIAN e GIAN-Giò!

    Cristina

  2. Grazie Cristina per aver riassunto così brillantemente questa iniziativa. L’inizio di questo articolo mi ha fatto pensare allo stridente contrasto che ho vissuto appena rientrato a casa accendendo la televisione per un pò di notizie: da un lato il carico emotivo derivante da quello che hai descritto, dall’altro una informazione senza contenuti….

    1. E il fatto è tanto più preoccupante perché in questo modo la consapevolezza della gente da noi risulta parecchio limitata..

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