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La Comunità Montana di Valle Camonica chiede a Regione Lombardia di rimpicciolire il Parco
dell’Adamello per consentire al Comune di Breno di mantenere fede alle promesse elettorali fatte
ai cacciatori locali: sarebbe un precedente devastante per l’intero sistema regionale
COMUNICATO STAMPA DEL 18 DICEMBRE 2015
In Valle Camonica si è creata una situazione drammatica, surreale e inaudita: il Comune di Breno ha
chiesto e ottenuto dalla Comunità Montana una richiesta formale indirizzata a Regione Lombardia per
sottrarre al Parco Naturale oltre 1.000.000 di metri quadrati di territorio a forte vocazione naturalistica.
La richiesta formalizzata dal Sindaco Sandro Farisoglio, come spiega la delibera del Consiglio Comunale n.12
adottata nella seduta del 5 luglio 2012, trova le sue origini e motivazioni in una promessa elettorale fatta ai
cacciatori locali, in spregio al buon senso ed alla normativa regionale vigente che prevede la riduzione dei
parchi naturali solo in caso di motivata e comprovata perdita delle valenze naturalistiche delle aree già
perimetrate (come da nota F1.2012.0018753 inviata da Regione Lombardia alla Comunità Montana il
27.09.2012).
Ma le logiche politiche, soprattutto nei mesi estivi e a cavallo delle feste natalizie, non conoscono limiti e
dunque la Comunità Montana, con in testa l’Assessore al Parco, ha deciso di sostenere la richiesta del
Comune di Breno sostenendo che gli attuali confini non sono chiari e proponendone di nuovi ancora meno
chiari, ma utili a liberare dal vincolo di Parco Naturale un’area vasta quanto 123 campi da calcio,
nonostante il parere contrario dell’Ufficio tecnico del Parco dell’Adamello (un settore della stessa
Comunità Montana), consegnato in data 3 marzo 2015, redatto dal Direttore Dario Furlanetto.

L’area, infatti, non solo non ha perso affatto la propria vocazione naturalistica contribuendo in misura
importante alla conservazione di specie di interesse comunitario in uno scenario faunistico provinciale per
certi versi apocalittico che registra per numerose specie densità tra le più basse su scala alpina, ma oltre
ad essere perimetrata Parco Naturale è anche perimetrata come Sito di Importanza Comunitaria-SIC ai
sensi della Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della
flora e della fauna selvatiche e come Zona di Protezione Speciale-ZPS ai sensi della Direttiva 2009/147/CE
concernente alla conservazione degli uccelli selvatici.
L’area in questione infatti è importante (vocazione alta) per la Coturnice (Alectoris graeca) e il Gallo forcello
(Tetrao tetrix) – entrambe specie in Allegato I della Direttiva 2009/147/CE e il cui status di conservazione nel
Parco viene classificato nel Piano di Gestione della ZPS IT 2070401 Parco Naturale dell’Adamello (adottato
con deliberazione assembleare n.11 del 26/04/2013 della Comunità Montana di Valle Camonica) come “non
favorevole – inadeguato”- così come per la Lepre variabile (Lepus timidus).

In tal senso ricordiamo che per le specie di galliformi citate viene stimata una consistenza numerica nel
territorio del Parco già molto inferiore a quella potenziale e pertanto emerge l’assoluta necessità – anche
per soddisfare gli impegni comunitari di conservazione delle specie che qualificano la ZPS – di mantenere ed
ampliare la tutela di zone strategiche come quella in questione che ha un’eccezionale valenza anche per
specie quali Aquila reale (All. I Direttiva 2009/147/CE), Pernice bianca (All. I, All. II/1, All. III/2 della Direttiva
VALLECAMONICA 2009/147/CE), Capriolo e Marmotta.
Oltre a ciò ricordiamo che tale ambito – ricompreso nel SIC “Pascoli di Crocedomini-Alta Val Caffaro“ – è
caratterizzato da particolari fenomeni geologici e carsici unici nel Parco dell’Adamello, che conferiscono alla
zona una notevole diversificazione di biotipi e paesaggi e qui vede la presenza di specie botaniche
endemiche e rare.

Le Associazioni segnalano, inoltre, che una modifica a ribasso della superficie di un’area protetta
caratterizzata da alti livelli di biodiversità sulla base di una banale promessa elettorale costituirebbe un
pericolosissimo precedente che aprirebbe la strada a decine di altri tentativi analoghi, con il risultato di
minacciare la tenuta del già precario sistema regionale di aree protette. In un’epoca nella quale sempre più
chiaramente si evince lo stretto rapporto tra livelli di biodiversità, servizi ecosistemici, clima, economia e
qualità della vita delle comunità locali, la Lombardia, che ebbe il merito di fare scuola su scala nazionale in
relazione alla tutela del proprio patrimonio ambientale e territoriale mediante l’istituzione di aree protette
regionali, passerebbe così alla storia per aver dato il via allo smantellamento del sistema di parchi in virtù di
interessi molto particolari e a danno dell’interesse generale e delle generazioni future.

Per le ragioni citate, la risposta delle Associazioni non si è fatta attendere: pur riconoscendo la difficile
leggibilità dell’attuale confine che non segue elementi territoriali riconoscibili, le Associazioni hanno evidenziato che anche il nuovo confine proposto riproporrebbe sostanzialmente le medesime problematiche e che tale incertezza verrebbe ovviato solo portando il confine meridionale del Parco Naturale – tra la
località Bazena e la località Cadino della Banca – in corrispondenza della strada ex SS 345., che collega la
Valle Camonica alla Val Trompia ed alla Val Sabbia.

Le Associazioni elencate in calce hanno dunque scritto all’Assessore Terzi, chiedendo di non cedere ad una
politica locale miope disposta a svendere il futuro del proprio territorio e della propria comunità per
piccoli calcoli elettorali, alla Commissione regionale che esaminerà il caso, chiedendo un’audizione
urgente, e a tutti i consiglieri regionali per lanciare l’allarme circa il rischio che venga stralciata un’area
protetta a vantaggio di piccoli interessi particolari, aprendo di fatto un precedente pericolosissimo per
l’intero sistema di parchi e riserve lombarde.
Se il richiamo delle Associazioni non dovesse essere sufficiente a garantire il rispetto delle norme regionali,
nazionali e internazionali, le Associazioni si vedranno costrette a sollevare la questione nelle opportune sedi
ministeriali e comunitarie.
UOMO E TERRITORIO PRO NATURA – Alessia Chiappini
LEGAMBIENTE VALLECAMONICA – Guido Cenini
GRUPPO ITALIANO AMICI DELLA NATURA – Italo Bigioli
ITALIA NOSTRA – Anna Maria Basché
ASSOCIAZIONE NATURALISTICO-CULTURALE NON PROFIT LOntànoVerde – Moira Troncatti
TAM COORDINAMENTO CAI VALLECAMONICA SEBINO – Sandro Gianni
CONFERENZA STABILE DELLE SEZIONI E SOTTOSEZIONI CAI DI VALLECAMONICA E SEBINO – Franco Capitanio
CAI CEDEGOLO – Claudio Gelminiù
BIODISRETTO VALLECAMONICA – Silvia Barbuti
OSSERVATORIO TERRITORIALE DARFENSE – Rosa Pedersoli
OSSERVATORIO TERRITORIALE EDOLESE – Dario Sonetti

1 commento su “Allarme Parchi Regionali in Lombardia!”

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