La Federazione Italiana degli Amici della Natura G.I.A.N. esprime agli amici dell’ associazione Prijatelji Prirode Oaza Mira (Amici della Natura in Oasi di Pace), fondata da Irvin Mujčić, per la gravissima offesa che il governo Serbo, su proposta del suo ministro della giustizia Nenad Vujic, infliggerà riservando al “macellaio dei Balcani” gli onori del funerale di stato.
Il grave gesto non solo incide pesantemente sulle profonde ferite inflitte ai bosgnacchi con il massacro di Srebrenica del 1995, voluto e compiuto dietro il comando di Ratko Mladić, ed alle gravissime violazioni del diritto internazionale avvenute durante il conflitto nella ex-Jugoslavia, ma acutizza le profonde preoccupazioni relative alla fragile situazione geopolitica ed alle persistenti divisioni nazionalistiche presenti nell’area Balcanica.
Alexander Langer, morto pochi giorni prima dell’eccidio di Srebrenica, in qualità di parlamentare europeo scrisse che l’Europa “nasce o muore a Sarajevo”. Quella strage testimoniò tutta la fragilità e l’indifferenza dei governi europei. Come ebbe modo di scrivere Adriano Soffri sul Il Foglio del 9 novembre 2006, a seguito del conferimento di 500 medaglie al valore ai soldati del Dutchbat III, che fecero parte del contingente di pace stanziato a Srebrenica fino ai giorni del genocidio: “Quei militari e gli ufficiali furono o inerti o complici della selezione di donne e bambini da cacciare e braccare e dello sterminio di 8000 uomini di ogni età, ragazzi e vegliardi compresi, da parte degli sgherri di quel Ratko Mladić che l’Olanda del Tribunale Internazionale aspetta ancora invano. Tutto si scorda prima o poi. Prima, tutto si decora di una medaglia al valore”. Soltanto nel 2021 il Tribunale Penale Internazionale per i crimini per ex-Jugoslavia condannò all’ergastolo il “macellaio dei Balcani”, Ratko Mladić, senza tuttavia intervenire su tutta la leva politico militare di comando Serba. Indifferenza europea che oggi assume le tinte di una velata complicità nel genocidio in atto a Gaza.
Il nostro augurio agli amici bosgnacchi, ed a Irvin, che tenacemente lavorano per creare ponti, è quello di ottenere sempre più ampio riconoscimento e fraterno sostegno da tutte le persone ed in particolare i giovani d’Europa.
Documento redatto da Pietro Zanotti per conto dell’Assemblea Nazionale e della Direzione Nazionale