xSrebrenica

Il GIAN e il Progetto Srebrenica

Il Gruppo Italiano Amici della Natura si sta impegnando per portare avanti un nobile progetto: quello di portare il suo messaggio di turismo sostenibile e di unione tra culture nella città bosniaca di Srebrenica, tristemente nota per il genocidio che qui si consumò nel 1995. Prima della guerra, la città di Srebrenica era molto vivace, piena di attività e aveva un fiorente turismo legato alle sue rinomate strutture termali. Con la guerra, poi, tutto è andato perduto e al momento non è in atto nessuna rinascita, né economica né culturale.
Da un incontro dell’ottobre 2015 con l’associazione Adopt Srebrenica, reso possibile dalla Fondazione Alexander Langer, nasce l’ispirazione: aiutare gli entusiasti giovani dell’associazione a far nascere una Casa degli Amici della Natura proprio nella loro città e aiutarli a costruire la federazione bosniaca degli Amici della Natura. A questo progetto si è aggiunto, portando slancio e vigore, Irvin Mujcic, un ragazzo bosniaco che giunse in Italia ancora bambino nel 1993 come profugo insieme alla madre. Cresciuto nelle vicinanze della sezione di Saviore dell’Adamello, è grazie a questa che Irvin ha trovato molto interessante la proposta di entrare nel network degli Amici della Natura.
Il viaggio che una delegazione GIAN ha organizzato a Srebrenica dal 13 al 17 giugno è stato quindi una missione esplorativa per valutare sul posto condizioni e requisiti di base per l’apertura di una Casa degli Amici della Natura. Di quella delegazione ha fatto parte anche Cecil Cross, prestigioso esponente anziano della tribù dei Lakota, popolo che come i bosniaci ha subito genocidio e pulizia etnica; mentre l’esule monaco tibetano Geshe Lha Tenkiong ha dovuto rinunciare a causa di problemi burocratici legati ai visti d’ingresso.

visita all'associazione Oaza a Sarajevo


L’impressione che riportiamo della Bosnia è di un paese in cui prevalgono il verde, le montagne, le campagne, gli altopiani e in cui mancano le autostrade (che forse non è un male) e tolta la capitale Sarajevo e poche città di frontiera, è prevalentemente formata da villaggi rurali. Ci sono fondate preoccupazioni di una prossima fase di apparente sviluppo basata in realtà su un aggressiva politica di consumo del territorio. In quest’ottica la nascita degli Amici della Natura potrebbe giocare un ruolo decisivo nella difesa della Natura.
Sembra essere promettente anche la prospettiva delle Case Amici della Natura, visto che ne sono state individuate almeno 3:
–    Un appartamento a Sarajevo
–    Una casetta immersa nel bosco a Zilici (tra Sarajevo e Goradze) denominata “Ekosfera”
–    Una casa a Srebrenica
Le prime 2 strutture sono di proprietà di un privato che ha manifestato grande interesse ed entusiasmo ad ospitare gente e far parte del circuito Amici della Natura: soprattutto con la seconda struttura avrebbe la possibilità, attraverso l’associazione locale di cui fa parte, di promuovere anche attività culturali basate sulle riscoperte archeologiche della zona.
La struttura di Srebrenica è bisognosa, invece, di importanti lavori di ristrutturazione ma può contare sulla collaborazione tra Irvin e il gruppo di Adopt Srebrenica (sono già state fatte delle prime ipotesi da quali attività cominciare) che già dispone di una sede che, in considerazione delle dimensioni ridotte, verrà adibita a centro di documentazione.
Particolarmente positivo si è rivelato aver costruito, con la sapiente guida di Cecil Cross, un Tipi (tipica tenda conica dei nativi americani) in una zona centrale di Srebrenica che oltre ad ampliare la capacità ricettiva della casa da un concreto (e molto visibile) segno della novità in città. Durante la fase di costruzione sono state molte le persone che sono arrivate o i passanti che si sono fermati e vedere cosa stava succedendo e alcuni bambini non hanno nemmeno aspettato che fosse terminato per cominciare a giocare. Nei giorni successivi alla nostra partenza è stato adibito a sede per la conferenza stampa con alcuni giornalisti che volevano sapere del progetto degli Amici della Natura in Bosnia.

Abbiamo comunque maturato la convinzione che la vera risorsa che potrà permettere a questo progetto di fare un salto di qualità e resta comunque il turismo: ormai assuefatta da quello della commemorazione che si concentra nei primi  15 giorni di luglio e si concentra sul memoriale delle 8372 vittime a Potocari, siamo sicuri che portare visitatori più interessati a rispolverare le bellezze naturali come le ex-terme, il fiume Drina, le catacombe dei Bogomili sia lo stimolo giusto per la città di Srebrenica per iniziare un percorso di risveglio culturale.  Per questo motivo Il GIAN ha deciso di impegnarsi a organizzare un altro viaggio a Srebrenica nel 2017 con il doppio obiettivo di visitare le bellezze naturali che la città  ha da offrire ed essere d’aiuto con i lavori di manutenzione della futura casa Amici della Natura che in quel momento saranno prioritari.
Dal punto di vista burocratico sono in corso verifiche (non semplici) sullo status di associazione secondo la legge bosniaca e sulle norme che regolano l’ospitalità delle persone; quando queste saranno terminate e avranno stabilito come sarà possibile operare in Bosnia, Adopt Srebrenica potrà scegliere se diventare subito un’affiliata autonoma di NFI (Internazionale Amici della Natura)  oppure far parte del GIAN fintanto che non verrà creato un numero minimo di altre sezioni locali che portino alla creazione di un coordinamento nazionale bosniaco che poi potrà essere presentato a NFI come federazione e rendersi autonomo.

 

 

 

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