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40 anni di GIAN: il discorso di Leonardo Baroncelli vicepresidente NFI

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40 anni di GIAN: il discorso di Leonardo Baroncelli vicepresidente NFI

Intervento di Leonardo Baroncelli,Vice Presidente di NFI, all’incontro al Comune di Cecina per festeggiare il quarantesimo anniversario del Gruppo Italiano Amici della Natura.

(15 settembre 2018)

 

 

 

 

Care amiche e cari amici,

è un grande piacere per me formulare  a nome di NFI i migliori auguri al GIAN che festeggia  quarant’anni di fruttuosa esistenza e di benemerita attività. Il GIAN è una costola importante del nostro movimento fondato a Vienna nel 1895 da un gruppo di persone lungimiranti allo scopo di offrire alle classi meno abbienti la possibilità di viaggiare e di conoscere popoli e luoghi lontani, all’insegna della ecologia,della internazionalità e della solidarietà civile. Da allora tanta strada è stata fatta e tanti nuovi sentieri sono stati aperti e battuti da centinaia di migliaia di amici della natura.

Oggi Naturefriends International  può contare su oltre 300.000 iscritti aderenti a 45 diverse federazioni o gruppi nazionali  e su una rete di oltre 800 case vacanza autogestite e veri luoghi di incontri nazionali e internazionali in difesa dei valori interculturali ,ecologici e democratici.

La salvaguardia e la valorizzazione della natura e delle culture autoctone, il turismo dolce e la giustizia climatica sono i caposaldi del nostro movimento e di essi il GIAN si è fatto attivo e convinto interprete nei trascorsi 40 anni tramite la difesa del patrimonio naturale e culturale, i progetti di conoscenza e conservazione della natura e le campagne per arrestare l’utilizzo dissennato del suolo,del sottosuolo,delle  belle montagne,colline e pianure del nostro paese.  L’affermazione della sostenibilità come concetto alla base di ogni sviluppo dà ragione ai nostri padri fondatori, pionieri ante litteram dell’ambientalismo e dell’economia verde.

Malgrado gli importanti traguardi raggiunti nella difesa della natura e nella diffusione di una consapevolezza ecologica a livello mondiale,la missione però non può dirsi compiuta e resta ancora molto  da fare. La crisi climatica e il nazionalismo restano  le principali minacce del nostro tempo alle quali occorre opporsi con coraggio e determinazione. I cambiamenti climatici mettono a dura prova l’esistenza dell’uomo, della fauna e della flora sulla terra e non conoscono latitudini o frontiere.  Occorre pertanto un rinnovato impegno a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale per promuovere la transizione all’economia verde, l’unica in grado di consegnare alle future generazioni un patrimonio integro e sostenibile sotto il profilo,umano,sociale,materiale ed ambientale.

Il tempo stringe e le catastrofi naturali si susseguono  dovunque a ritmo frenetico.Occorre rivedere in modo ecosostenibile il nostro modo di vivere, lavorare, produrre e consumare. Occorrono leaders e governi più responsabili e lungimiranti ma dove sono? Occorre una Europa più unita e coesa ,ma dove è? Il nazionalismo vive dal canto suo un lugubre revival con la rinascita dei populismi e dei sovranismi, promettendo  ricette a buon mercato per gestire le spinte politiche, economiche e sociali della società globale, come i conflitti, le migrazioni, i diritti umani, il dialogo interculturale ed il libero commercio.

Purtroppo non tutti si rendono conto che il populismo produce solo dei perdenti, sia nell’emisfero Nord che in quello Sud del mondo. La chiusura delle frontiere materiali ed ideali porta alla chiusura del dialogo e della cooperazione ed all’isolamento internazionale e condanna ad un inevitabile declino dello sviluppo umano. Di questo possiamo trovare un esempio nel declino dell’impero cinese che, dopo secoli di fulgida ascesa in tutti i campi, a partire dal Settecento  inizia una parabola discendente dovuta all’isolamento dal resto del mondo e all’inaridimento delle fonti,quali gli scambi con altri paesi e civiltà, alle quali si devono abbeverare constantemente l’economia, la cultura e la scienza.Occorrerà attendere le aperture al mondo esterno di Deng Xiao Ping degli anni Ottanta per far ripartire l’ascesa cinese con i risultati incredibili che oggi conosciamo.

Cari amiche e amici della natura, opponiamoci alle minacce della crisi climatica e del nazionalismo,facendo leva  sul  turismo responsabile, sulla economia verde,sul senso civicio e sulla cittadinanza attiva e solidale e sui progressi della scienza, della cultura e della innovazione. Facciamolo con umiltà, franchezza ed umanità, uniti al di là delle montagne, delle frontiere e degli steccati artificiali e pretestuosi  creati da chi vuol dividere e riportare indietro l’orologio della storia e del vivere civile.

Tutto ciò per arginare la crisi climatica, contrastare l’ascesa  del populismo e della intolleranza razziale e  promuovere  la nostra causa che serve per  unire dialogare e vincere.

Auguroni al GIAN  un grande berg frei a tutti!

 

 

 

 

 

 

 

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