Ci voleva Ursula Von der Leyen, prima donna alla guida della Commissione Europea, per focalizzare il programma dei prossimi cinque anni sui temi ambientali e climatici, spingendosi ben oltre i tiepidi pronunciamenti dei suoi predecessori.
L’ex Ministro tedesco della Difesa ha presentato una visione più coraggiosa dell’Europa verde, caldeggiando decisi interventi ambientali e climatici.
Prima di prendere la parola al Parlamento Europeo, la Signora Von der Leyen ha diffuso un documento di 24 pagine contenente la sua agenda per l’Europa. Essa include una serie di impegni quali la realizzazione di un’Europa climaticamente neutrale, quindi senza emissioni, entro il 2050, il miglioramento del sistema di scambio delle quote di emissioni che oggi favorisce i Paesi più inquinatori e l’introduzione di una tassa di frontiera sul carbonio, praticamente sulle emissioni create dalla produzione e dal trasporto delle merci, già ventilata dal Governo spagnolo.
Il nuovo Presidente ha anche promesso di porre fine al processo decisionale sulle questioni climatiche ed energetiche basato sull’unanimità che ha recentemente permesso a Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria ed Estonia di bloccare il percorso verso la decarbonizazzione dello spazio europeo.

Completano il pacchetto ambientale del programma:
-un trilione di euro di investimenti in finanza sostenibile, tramite la trasformazione di una parte della BEI(Banca Europea per gli Investimenti) in Banca Climatica Europea;
-una strategia per fermare nei prossimi cinque anni la preoccupante perdita di biodiversità;
-un nuovo piano di azione per l’economia circolare rivolto al settore tessile e a quello delle costruzioni;
-una strategia trasversale verso l’azzeramento dell’inquinamento per proteggere la salute dei cittadini;
-una strategia per garantire un’offerta di cibo sostenibile tramite un sistema di controlli”dalla fattoria alla forchetta”.
Naturalmente le promesse del nuovo Presidente dovranno quanto prima uscire dall’ambito delle enunciazioni ed essere articolate in proposte concrete e dettagliate per poter passare dalle parole ai fatti. Il loro percorso potrà incontrare ostacoli e resistenze come avviene per ogni approccio rivoluzionario ed innovativo.
Le aperture della Von der Leyen fanno comunque ben sperare per l’avvento di un “European Green Deal “, ormai non ulteriormente procrastinabile, malgrado la cecità, di quanti in Europa e fuori, per difendere interessi precostituiti di parte si ostinano a negare gli effetti dell’attività umana sul clima terrestre.
Occorrono ormai misure radicali per contrastare gli effetti impetuosi dei cambiamenti climatici che sono quotidianamente sotto i nostri occhi in termini di calamità naturali, conflitti, migrazioni e mutamenti genetici.
L’alternativa all’inazione rischia di essere domani o domani l’altro quella degli abitanti di una regione indiana resa ultimamente invivibile dalla siccità e dalle temperature opprimenti.
Quelli che avevano abbondanti mezzi di sostentamento si sono trasferiti sulle tiepidi pendici delle montagne, cui spazi ormai vanno a ruba, lasciando indietro anziani e persone prive di risorse.
D’altro canto da noi si stanno già trasferendo in altura non poche colture come rimedio alle alte temperature e ai terreni salini. Whats comes next?
Buon lavoro Signora Von der Leyen, confidiamo molto nel coraggio e nella determinazione delle donne! Greta docet!

 

Leonardo Baroncelli

Vicepresidente NFI

 

 

 

 

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