Transizione energetica per il clima e per porre fine alla dipendenza dai fornitori di energia fossile

Transizione energetica ora per il nostro clima e per porre fine alla dipendenza dai fornitori di energia fossile!

Delibera della Conferenza Annuale 2022

Sulla base di una mozione del Consiglio NFI a del Gruppo Tematico sulla politica dell’Unione Europea.

Per raggiungere gli obiettivi climatici globali e per consentire all’Europa di essere energeticamente autosufficiente e indipendente è urgentemente necessario un rapido passaggio alle energie rinnovabili. 

“Possiamo permetterci una protezione climatica dinanzi alla crisi energetica in corso?” Questa domanda o qualcosa di simile può essere udita su molti canali in tutta Europa oggi. Il prezzo del gas, dell’elettricità e del carburante è cresciuto bruscamente negli ultimi mesi ed è molto probabile che crescerà ancora nei mesi a venire. Ciò non riguarda solo le imprese, ma anche le famiglie, che devono far fronte a bollette del gas e dell’elettricità sempre più alte. Molti non possono affrontare ancora per molto questa esorbitante crescita del prezzo dell’energia e sono minacciati dalla povertà energetica. 

Ma sono proprio i costi sempre crescenti delle energie fossili che dimostrano chiaramente che abbiamo bisogno di accelerare il passaggio alle fonti di energia rinnovabile per ridurre il più velocemente possibile la nostra dipendenza dai fornitori monopolistici di combustibili fossili. Un processo che chiaramente deve essere in linea con le direttive comunitarie sulla conservazione della natura e con la strategia dell’UE sulla biodiversità. 

Un elemento chiave in questo senso è l’investimento in potenti sistemi di accumulo di energia elettrica per bilanciare i volumi di produzione di energie rinnovabili dipendenti dal clima. Parallelamente, sono necessarie misure adeguate per proteggere le famiglie con un basso reddito dagli eccessivi costi dell’energia.

I monopoli naturali del gas e le dipendenze concentrate fanno aumentare i prezzi del gas

La principale motivazione per la crescita dei costi del gas non è un segreto: durante la guerra di aggressione contro l’Ucraina, la Russia ha limitato la fornitura di gas all’Europa. Così facendo, vuole indebolire o porre fine al sostegno economico e militare dell’Europa all’Ucraina. Il gas è una forma di energia convogliata, che conferisce ai fornitori il cosiddetto monopolio naturale. La richiesta di gas da parte del mondo è in costante crescita, e i fornitori stabiliscono un prezzo in questo mercato. Qualsiasi restrizione da parte dei fornitori porta ad un’immediata crescita dei prezzi – non perché i prezzi di produzione crescano, ma perché i fornitori monopolistici esigono prezzi più alti per ottimizzare i propri guadagni. Questo conduce al paradosso che la Russia guadagni dal suo gas più di quanto guadagnasse prima della guerra, nonostante le restrizioni. 

Normalmente si cerca di regolamentare tali monopoli – come avviene, ad esempio, con le reti elettriche, le reti di telecomunicazioni o le infrastrutture ferroviarie in Europa. Ciò non vale però con il gas perché gli stati che lo forniscono non sono interessati ad un commercio equo ma utilizzano i profitti per aumentare la propria ricchezza e la propria posizione di potere globale. Il regolamento richiede il consenso delle persone interessate – ciò non è applicabile sul mercato internazionale del gas. Anche gli interventi nelle borse del gas sul territorio europeo hanno poco senso perché i fornitori lavorano anche con contratti diretti (“over the counter”) e possono quindi scavalcare le borse. 

I Paesi consumatori, quindi, non hanno altra scelta se non quella di diversificare, cioè di  ottenere gas non solo da un fornitore ma da quanti più fornitori possibili, e in secondo luogo di risparmiare gas – attraverso misure di risparmio energetico e passando a fonti di energia rinnovabili. Questo non è possibile dall’oggi al domani, ma deve succedere il più rapidamente possibile, anche perché l’abbandono graduale delle energie fossili deve essere portata avanti con urgenza al fine di raggiungere gli obiettivi climatici comuni. La guerra in Ucraina e il ricatto della Russia stanno accelerando questo sviluppo perché l’Europa adesso non ha altra via d’uscita. 

Tuttavia, ciò che l’Europa deve fare parallelamente è sostenere le famiglie a basso reddito che attualmente devono ancora riscaldarsi con il gas e garantire che il fabbisogno di base di gas rimanga per loro accessibile.

Aumento dei prezzi dell’elettricità per mancanza di possibilità di stoccaggio

In linea di principio, tutti i paesi europei hanno cercato di passare all’energia elettrica da fonti rinnovabili (come vento, sole, acqua ed energia geotermica) per anni. Tuttavia, questo ha reso il sistema dell’elettricità sempre più dipendente dalle condizioni atmosferiche, e quando vento, sole o acqua sono insufficienti, il carbone, il gas o le centrali nucleari devono intervenire. Una particolarità dei sistemi elettrici è che in un dato momento deve essere immessa nelle reti esattamente la stessa quantità di elettricità che ne viene prelevata simultaneamente. A tal fine esistono centrali di bilanciamento separate che devono aumentare o ridurre la propria produzione su richiesta dei gestori di rete europei. Sfortunatamente, molti paesi europei si sono affidati a centrali elettriche alimentate a gas come centrali di riserva perché possono produrre rapidamente elettricità quando necessario. Poiché le centrali elettriche alimentate gas sono sempre più accese, i prezzi del gas più elevati si riflettono nel mercato dell’elettricità. La cosiddetta “tecnologia ponte” del gas non solo sta avendo un impatto negativo sulla transizione energetica, ma sta anche gravando le famiglie con prezzi dell’energia più elevati.

La giusta strategia sarebbe quella di costruire più impianti di stoccaggio dell’elettricità, come gli impianti di stoccaggio dell’idrogeno, per i periodi in cui c’è carenza di produzione rinnovabile. In tempi di eccesso di offerta, l’elettricità viene utilizzata per generare idrogeno, che può essere conservato in caverne o in serbatoi. Questa tecnologia ha il vantaggio di generare elettricità dall’idrogeno, che può essere utilizzata per moltissimi scopi, ad emissioni zero. Dal momento che la tecnologia è ancora molto costosa, ci sono solo pochi impianti sperimentali. Ma con gli opportuni sussidi, come è avvenuto per gli impianti eolici e fotovoltaici, avremmo già oggi un parco di impianti di accumulo di tutto rispetto che potrebbe sostituire il gas nell’impianto. Certamente, invece delle centrali elettriche a gas, le centrali di stoccaggio determinerebbero il prezzo, ma solo se c’è poca energia rinnovabile.

Scremare i “profitti inaspettati”

Mentre molte famiglie sono minacciate a causa della loro dipendenza dalle centrali elettriche alimentate a gas, i restanti fornitori di energia elettrica, che generano la loro elettricità con fonti rinnovabili e possono fatturarla tanto quanto le centrali elettriche alimentate a gas, stanno realizzando grandi profitti in eccesso, che sono chiamati “profitti inaspettati” nel linguaggio della politica. Non è vero che questi profitti in eccesso vengono investiti in ulteriori impianti – come spesso è sostenuto. Al contrario, c’è da tempo un arretrato di progetti nel settore delle energie rinnovabili: mancano esperti, terreni idonei e i relativi permessi per nuovi impianti. È quindi giusto scremare queste eccedenze fintanto che le costose centrali elettriche a gas sono sulla rete, usarle per alleviare l’onere sui consumatori e per costruire impianti di stoccaggio in modo che le centrali a gas possono essere ritirate dal mercato quanto prima.

La Conferenza Annuale di Naturefriends International a Lozio (Italia) pertanto invita l’Unione Europea i suoi stati membri ad implementare una politica energetica coordinata:

  • Misure di risparmio energetico per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili;
  • Alleviare le famiglie con un basso reddito e garantire una sicurezza energetica di base;
  • Accelerare la transizione energetica verso fonti energetiche rinnovabili (eolico, solare, idrico, geotermico) in linea con la legislazione sulla conservazione della natura dell’Unione Europea;
  • Definire una strategia di stoccaggio coordinata per ridurre la dipendenza dalle centrali elettriche a riserva fossile;
  • Sostenere gli obiettivi della politica internazionale sul clima e attuarli in Europa – perché solo un passaggio verso un futuro di energie rinnovabili porterà ad una transizione ecologica e sociale e ridurrà la nostra dipendenza dai mercati monopolistici internazionali. 

Lozio, 15.10.2022

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