Val di Scalve, l’esempio della Via Decia: “Turisti da tutta Italia, senza devastazione del territorio”
Ad agosto boom di presenze sul cammino inaugurato nel 2023. Gruppi di scout dalla Toscana, escursionisti anche dall’estero: “Apprezzano la bellezza del paesaggio e l’accoglienza degli scalvini”
al di Scalve. Aveva appena finito di pranzare in una trattoria di Teveno. Arrivati al caffè, lo chiama la titolare. Al bar c’è un signore di Vicenza sulla sessantina: in primavera ha percorso la Via Decia. Racconta che ha percorso molti cammini in Italia, ma questo tra gli amanti della natura si colloca tra i migliori e ha deciso di tornare con la moglie 8 giorni in vacanza a Schilpario.
A pranzo in un caldo giorno di agosto, a quel tavolo era seduto Alessandro Romelli. È uno dei coordinatori del cammino, inaugurato nel 2023, che attraversa l’intera Val di Scalve. Ad agosto 2025 ha registrato un boom di presenze, con l’arrivo di numerosi gruppi di scout e giovani da oratori di tutta Italia. “Dall’estero, invece, arrivano prevalentamente escursionisti solitari o coppie”, spiega l’uomo, scalvino d’origine, membro del direttivo della locale sottosezione del Cai.
Da Pisa, a metà agosto, con i loro zaini sono arrivati 11 scout. “Li ho raggiunti alla baita del Quader – ricorda -. Dopo essere stati alla Diga del Gleno, volevano sapere di più sulla sua storia”. Un giovane di Treviglio, invece, ha scelto di ripetere l’esperienza: “E non esclude di farla una terza volta. Settimana scorsa ha completato il cammino un ragazzo di Maranello: mi ha detto che con diversi cammini alle spalle il nostro è in lizza per essere il più bello che abbia mai fatto”.
La Via Decia misura 95 chilometri e si articola in 5 tappe ad anello. Un percorso che prende il via e si conclude alla chiesetta del Sacro Cuore di Corna a Darfo in Val Camonica, oggi memoriale delle vittime del disastro del Gleno. Praticamente tutto su sentieri e strade bianche, pochissimi i tratti su asfalto.
Passando per il lago Moro e il piccolo centro abitato di Angolo Terme, si arriva in Val di Scalve dove, seguendo l’antica via del Ferro, si toccano tutti i 4 Comuni: Colere, Vilminore, Schilpario, Azzone. “Ne esiste anche una versione breve – precisa Romelli -. Un percorso interno alla Val di Scalve, con partenza e arrivo a Colere, per andare incontro alle persone che hanno meno tempo a disposizione”.
I riscontri, in questi primi 2 anni, sono estremamente positivi. “Ci fanno notare l’alta qualità della segnaletica, ma anche la bellezza del paesaggio e l’accoglienza offerta dagli scalvini – osserva Romelli -. È un’emozione vedere come alcune intuizioni alla base del progetto stiano effettivamente germogliando”.
L’idea dietro al progetto è duplice. Da un lato portare turismo sul territorio contribuendo alla sua crescita economica (“I soldi arrivano: gli ospiti mangiano e dormono qui”), dall’altro offrire un’esperienza lenta, spalmata su più giorni, per permettere ai viaggiatori di penetrare a fondo la valle toccando con mano le sue diverse anime. “Non è un mordi e fuggi, ma una presenza turistica vera – continua -. Ci siamo resi conto di quanto i viaggiatori apprezzino questo aspetto: negli incontri con le persone del luogo si innescano degli scambi culturali interessanti, a nostra volta abbiamo l’opportunità di conoscere. Siamo orgogliosi di essere scalvini, ma non crediamo nel mito dell’identità autosufficiente – chiarisce -. La Via Decia ci permette di coltivare rapporti e fare comunità anche tra noi”.
Il progetto è partito con soli 20 mila euro, un contributo da spartire tra la sezione Cai di Bergamo, la Comunità Montana di Scalve e Fondazione Comunità Bergamasca. “Certo, poi ci sarebbe da aggiungere il contributo volontario – ricorda Romelli -. Il gruppo di coordinamento fin dall’inizio si è fatto carico di tutti gli aspetti organizzativi. Non abbiamo spostato un metro cubo di terra”.
Alcuni mesi dopo l’inaugurazione il Comune di Angolo Terme ha intercettato un bando del MiTur rivolto ai piccoli Comuni montani a vocazione turistica. Metteva a disposizione fondi per progetti innovativi, come quello della Via Decia. I due Comuni che secondo le regole del bando potevano aderire, Vilminore di Scalve e Schilpario, hanno partecipato con l’amministrazione camuna alla scrittura di un progetto condiviso che ha ricevuto un finanziamento pari a 1,27 milioni di euro.
Con i fondi ministeriali sono stati individuati una serie di interventi: dal potenziamento del percorso con 60 punti interessati da manutenzione straordinaria alla creazione di aree di sosta, passando per la promozione della Via in ambito marketing. Una parte dei fondi è stata poi destinata ad iniziative di carattere culturale: il prossimo ottobre è previsto un festival di tre giorni che si concluderà ad Angolo con un concerto di Paolo Jannacci.
“La Via Decia testimonia che un territorio come il nostro non ha bisogno di essere devastato per pensare di poter avere un futuro – conclude Romelli -. Se, insieme, investissimo le nostre energie nel mettere a sistema la ricchezza già presente nella nostra valle e creare una visione condivisa che metta al centro la cura, potremmo continuare ad attrarre persone interessate a scoprire davvero il nostro territorio”.
fonte Bergamonwes https://www.bergamonews.it/2025/08/25/val-di-scalve-lesempio-della-via-decia-turisti-da-tutta-italia/825388/