Recensione dedicata allo speciale di Luglio 2025 della Rubrica Associativa Glocale Europa Mondo e all’attualità del progetto LIFE AFTER

La Redazione della Rubrica Associativa Glocale Europa Mondo della Sezione di Sondrio della Federazione, nel mese di luglio 2025(0) ha deciso di ricordare gli eventi di Srebrenica, riportando il discorso del Presidente della Repubblica Italiana On. Sergio Mattarella e articoli, di cui segnaliamo i titoli e i link dell’Osservatorio Balcani Caucaso (1);  la figura autorevole, italiana ed europea, di Alex Langer,  nelle parole del Presidente della Sezione di Saviore dell’Adamello e il ruolo della diplomazia italiana.

Il tutto nella cornice della manifestazione culturale internazionale denominata LIFE AFTER dell’ottobre del 2022 (2)

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“Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il 30° anniversario del genocidio di Srebrenica ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Commemoriamo oggi il trentesimo anniversario del genocidio di Srebrenica.

Una tragedia che, a dispetto delle migliori speranze, fu emblematica degli orrori indicibili in cui poteva sprofondare nuovamente l’Europa, sulla scorta di azioni che riprendevano l’orrendo vessillo della “pulizia etnica” sotto il pretesto di affermazioni nazionalistiche, in un’area – i Balcani – caratterizzata da sempre dall’essere crogiolo di incontro e convivenza tra i popoli e le culture.

Gli anni trascorsi da quella terribile strage non attenuano l’urlo di dolore delle vittime, che continua a risuonare attraverso le testimonianze dei familiari che sono loro sopravvissuti.

La coscienza della comunità internazionale non è uscita indenne da quegli eventi che hanno lasciato in eredità la consapevolezza che esiste una responsabilità collettiva, che invoca l’intervento e la condanna dei popoli.

Una triste lezione che, al pari di altre, alimenta il dovere condiviso di prevenire e combattere simili atrocità e condannare con fermezza qualsiasi tentativo di riduzionismo o negazionismo.

Lottare contro la diffusione di sentimenti d’odio è responsabilità di ciascuno e di ogni Paese.

Attribuire disonore e infamia a intere popolazioni sarebbe errato: al contrario, si tratta di perseguire in ogni sede, a partire da quelle dei tribunali internazionali, una rigorosa e puntuale giustizia che sia terreno fertile per la riconciliazione e per un presente e un futuro di pace e fratellanza.

È questo lo spirito con cui il 23 maggio 2024, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha voluto proclamare l’11 luglio “Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica”, per richiamare tutti a questo dovere, onorare le vittime e, preservando il ricordo di quegli avvenimenti luttuosi, iscrivere per sempre nella memoria dell’umanità quel giorno funesto.

L’orizzonte europeo, in cui si iscrivono le aspirazioni dei popoli dei Balcani, rappresenta i valori di libertà, democrazia e uguaglianza di diritti che sono alla base del pacifico vivere comune tra i diversi popoli, nel rispetto delle loro specificità.

Principi che hanno ispirato i padri fondatori del progetto europeo e che restano profondamente attuali per impedire che tragedie come il genocidio di Srebrenica tornino ad affliggere il nostro continente.

Le comunità dei popoli dell’area – Bosnia ed Erzegovina fra queste – stanno faticosamente realizzando percorsi di superamento dei tragici lasciti del passato per consolidare legami di fiducia reciproca attraverso una convinta adesione al progetto europeo.

La triste stagione dei nazionalismi, foriera dei peggiori lutti del XX secolo, sia definitivamente consegnata alla storia.

Sarajevo sa di poter contare in questo percorso sul pieno sostegno della Repubblica Italiana e sul sentimento di grande amicizia che unisce i nostri popoli.»

 

 Roma, 11/07/2025 (II mandato)

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In ricordo di Alexander Langer

 

Era il mese di aprile del 1995, eravamo a Strasburgo nel Parlamento Europeo per un incontro con il Presidente Klaus Hentsch al quale dovevamo consegnare 6711 firme raccolte in Valcamonica per la creazione di un grande Parco Europeo che doveva raccogliere i sei parchi delle Alpi Retiche (Adamello Brenta, Adamello, Stelvio, Engadina, Orobie Valtellinesi, Orobie Bergamasche con  al centro il primo sito dell’UNESCO per l’Italia: le incisioni rupestri della Valle Camonica) avevamo organizzato la cerimonia alcuni mesi prima a Bolzano con Langer che avevamo incontrato assieme a tutti i responsabili delle associazioni camune partecipanti all’iniziativa, praticamente tutte a partire dalle sezioni del C.A.I. La sua disponibilità, quale co-presidente del gruppo dei Verdi europei, era stata piena e convinta. Avevamo incontrato un politico molto diverso da quelli che conoscevamo, umile e gentile, disponibile all’ascolto. Consegnate le firme al Presidente, Langer ci invitò ad un incontro con una delegazione di Apache San Carlos che era arrivata a Strasburgo a chiedere che venisse rispettata la sacralità del Monte Graham, DZIL N’CHAA SI AN, Grande Montagna Seduta il lingua Apache. L’incontro con la grande capa degli Apache Ola Cassadore aprì una nuova prospettiva alla nostra associazione. Gli Apache vennero più volte a Saviore, incontrarono i partigiani, le donne con i loro usi tradizionali delle erbe e ci consegnarono una visione della montagna e della natura, nuova ed antica. Con le loro poche e profondissime parole, una nuova comprensione del significato dei diecimila anni di storia camuna incisi sulle rocce si affacciò per non lasciarci più. Come un lievito che trasforma la farina in pane, così è cresciuta, anno dopo anno, la nostra azione in difesa della natura.

Ecco, così era Alexander Langer, un uomo sensibile che, per generosità, accettò anche di farsi travolgere dalle durezze della politica e pagò il prezzo più alto. Abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo e gli abbiamo dedicato la nostra casa-rifugio affinché il suo nome non venga dimenticato. A tutti i nuovi soci che ci chiedono chi era consigliamo di leggere i suoi scritti e di coglierne il valore etico, tanto più oggi in tempi di guerra e di crisi profonda tra l’uomo e la natura. Resta una voce, la sua, che nel tempo si fa via, via sempre più viva ed attuale.

 

Italo Bigioli presidente della sezione di Saviore dell’Adamello del Gruppo Italiano Amici della Natura.

 

IN RICORDO DEL TRENTENNALE DALLA MORTE DI ALEX

Alexander Langer cittadino onorario di Tuzla

Langer nacque in una famiglia borghese, laica e liberale.

Il padre era un medico viennese di origini ebraiche, la madre una farmacista tirolese

Durante la seconda guerra mondiale la madre si oppose all’adesione al governo nazista, per poi essere eletta nel dopoguerra al consiglio comunale di Vipiteno, come indipendente nella lista della Südtiroler Volkspartei.

Ricerca del dialogo interetnico

Nonostante le tensioni tra la comunità linguistica italiana e quella tedesca in Alto Adige, il clima che si respirava in casa Langer era molto tollerante: i genitori frequentavano amici italiani e volevano che i figli conoscessero bene entrambe le lingue, così Langer frequentò un asilo italiano. Langer si trasferì a Bolzano per frequentare le scuole medie e il liceo classico in lingua tedesca presso i francescani, visse presso parenti in un quartiere prevalentemente italiano.

La tendenza a interrogarsi sull’appartenenza comunitaria e sul rapporto tra culture diverse lo spinse a diciotto anni a creare, insieme ad altri amici, un gruppo di studio e una rivista comprendenti ragazzi di lingua madre tedesca, italiana e ladina. Si confrontavano tra loro superando gli stereotipi e sperimentando un ideale di convivenza. Tale esperienza segnò profondamente il giovane Langer che, anche molti anni dopo, ne farà un fulcro della propria azione pacifista: «quando mi trovo di fronte ad un conflitto di natura etnica, mi metto per prima cosa a vedere se esiste qualche gruppo che riesca a riunire al proprio interno persone dell’uno e dell’altro schieramento […] L’esperienza di un gruppo interetnico, o se volete del gruppo pilota che accetta di sperimentare su di sé le possibilità e i limiti, i problemi della convivenza interetnica, per me rimane una cosa assolutamente determinante»

 

Cittadinanza onoraria

Il 22 agosto il consiglio municipale di Tuzla ha votato per assegnare ad Alexander Langer la cittadinanza onoraria post- mortem e ha proposto di dedicare spazio alla memoria del suo impegno per la pace, nell’ambito della iniziative relative agli anni 1992-1995.

Il riconoscimento gli viene conferito per l’eccezionale impegno che l’eurodeputato italiano altoatesino ha speso nella promozione della la pace nell’ex Jugoslavia, che ha instancabilmente perseguito fino alla sua morte nel luglio del 1995, pochi giorni prima del genocidio di Srebrenica.

Tra le proposte dibattute in seduta di consiglio anche quella di intestargli un luogo significativo della città e di piantare un albero a lui dedicato in piazza Libertà. “La decisione di onorare l’europarlamentare italiano Alexander Langer con la cittadinanza onoraria è stata presa dal consiglio in memoria del suo impegno per la pace in tutta l’ex-Jugoslavia”, ha dichiarato la presidente del consiglio municipale Nataša Perić  nell’intervista a RTV7, “e soprattutto in Bosnia Erzegovina e a Tuzla”. Ha poi ricordato che Langer ha insistito, nella sua attività di europarlamentare ed anche di attivista per la pace, affinché la Bosnia Erzegovina venisse inclusa nell’Unione europea per difenderla dalla guerra. “Nella sua attività alla ricerca di una soluzione pacifica”, ha aggiunto Nataša Perić, “ha visitato tutti i paesi dell’ex Jugoslavia, ed è venuto spesso a Tuzla perché qui aveva trovato un’eccezionale unità, nonostante la guerra in corso”.

Ha poi ricordato che Langer in quegli anni ha finanziato di tasca sua diverse iniziative nei territori dell’ex-Jugoslavia e che il massacro del 25 maggio 1995, in cui morirono decine di giovani di Tuzla che si erano ritrovati per celebrare la Giornata della gioventù, lo aveva scioccato: “Il 30 maggio aveva scritto un articolo dedicato alle vittime di quel massacro, invocando un intervento più deciso dell’Europa e della comunità internazionale.“ Un articolo pubblicato sul quotidiano Alto Adige  e per il quale venne poi attaccato, per la netta posizione espressa soprattutto in questo passaggio: “Si può decidere che il diritto internazionale deve semplicemente abdicare (…) Oppure si può decidere che nel mondo un diritto deve esistere, che un ordine vincolante per tutti deve farsi rispettare. Allora si dovrà aumentare consistentemente il numero e il mandato delle forze internazionali in Bosnia e confidare loro il compito non più di osservare e testimoniare soltanto, ma di liberare effettivamente gli accessi alle ‘zone protette’ e proteggere realmente le città e le regioni della convivenza; fermare effettivamente – con i mezzi necessari – le aggressioni, soprattutto quelle con armi pesanti, e rendere inoffensivi tali armamenti (confiscare non basta: lo si è visto). Sarebbe preferibile che ciò potesse essere fatto da quei corpi multinazionali di ‘soldati di pace’ dell’ONU, che Boutros Ghali ormai da anni invoca, ma non riceve. Nelle condizioni attuali, tuttavia, l’ONU dovrà chiedere a chi può – alla NATO, in buona sostanza – di svolgere tale compito.”

Come scrivevamo nel 2021, quando già il Consiglio comunale di Sarajevo ha deciso di proclamarlo cittadino onorario, Langer è stato “difensore instancabile dei valori della cittadinanza, della pace e democrazia, la personalità europea più impegnata per il dialogo e la ragione contro la brutalità della violenza. Esponente di primo piano del dialogo sul suo territorio, l’Alto Adige/Sud Tirolo e in tutta Europa, ha dato un contributo fondamentale per la causa dell’inclusione e della creazione di una società dove la diversità sia una ricchezza e non una barriera.”

Un impegno politico e sociale che ora anche i giovani bosniaco-erzegovesi potranno conoscere, grazie alla traduzione degli scritti di Langer nel volume “Alexander Langer – L’arte del vivere insieme: dal Sud Tirolo a Srebrenica” che verrà presentato a Srebrenica il prossimo 27 agosto, nell’ambito della “Settimana Internazionale della Memoria” organizzata dall’Associazione Adopt Srebrenica assieme a Fondazione Alexander Langer di Bolzano e Tuzlanska Amica di Tuzla.

 

Fonte: https://www.balcanicaucaso.org/bloc-notes/Alexander-Langer-cittadino-onorario-di-Tuzla

L’Ambasciata Italiana in Bosnia Erzegovina

L’Italia e’ stata fra i primi membri della Comunita’ Internazionale ad aver stabilito relazioni diplomatiche con la Bosnia Erzegovina, aprendo la propria Ambasciata a Sarajevo il 6 novembre 1996. Dall’aprile 1994 l’Italia era già presente sul territorio bosniaco con una prima rappresentanza diplomatica (nella forma di Delegazione Diplomatica Speciale).

Tra i primi membri della Comunita’ Internazionale ad aver stabilito relazioni diplomatiche con la Bosnia Erzegovina nel 1996, l’Italia sostiene e incoraggia il percorso di integrazione euro-atlantica del Paese nei principali fori internazionali e nei rapporti bilaterali.

L’Italia e’ secondo partner commerciale della Bosnia con un volume di intercambio di oltre 1,5 miliardi di euro, primo investitore bancario – con Unicredit e Banca Intesa SanPaolo-, e primo partner culturale del Paese, anche grazie all’entrata in vigore nel 2015 dell’Accordo bilaterale di cooperazione culturale.

Fonte: https://ambsarajevo.esteri.it/ambasciata_sarajevo/it/ambasciata/

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Nell’autunno del 2022 all’interno Comitato Promotore del Progetto Culturale Internazionale“ LIFE AFTER” in Provincia di Sondrio- 1/29 Ottobre 2022

Riportiamo il comunicato stampa dell’inaugurazione e della prima settimana .

“Gentili, in data 01.01.2022 dalle ore 9.30 alle 12.00 presso la Sala Mostre “Ligari” dell’Amministrazione Provinciale di Sondrio, il Comitato Promotore del Progetto Culturale Internazionale LIFE AFTER , si è svolta l’inaugurazione del Progetto  e della  Mostra Fotografica della Carovana per la Pace del 1991 a Sarajevo con la presentazione  degli appuntamenti culturali del mese di Ottobre 2022. L’importanza dell’iniziativa culturale internazionale è stata evidenziata dai messaggi in ricordo della figura europea autorevole di Alexander Langer della Fondazione Alexander Langer e della Sezione di Saviore dell’Adamello del Gruppo Italiano degli Amici della Natura.  l’Ambasciatore d’Italia in Bosnia Erzegovina Dottor Marco Di Ruzza  ha rivolto un accorato appello alla visita della Mostra come valore alla memoria del movimento europeo che cercò di evitare la tragedia nei Balcani. Sono stati rivolti i ringraziamenti agli organizzatori, alle Istituzioni locali che hanno permesso la realizzazione del Progetto. Un ‘attenzione particolare il Dottor Di Ruzza ha rivolto al mondo della scuola della Provincia di Sondrio. Si sono succeduti nell’ordine i messaggi augurali di: Regione Lombardia  attraverso il Vice Presidente del Consiglio Regionale Dottor Carlo Borghetti e dell’Amministrazione Comunale di Sondrio attraverso l’Assessore  alla Cultura, Educazione ed Istruzione Dott. essa Marcella Fratta, la quale ha espresso la solidarietà alle giovani donne iraniane informando i presenti dell’iniziativa istituzionale presso il Municipio di Sondrio.”

(1) Chi siamo

OBCT è un centro studi e un media specializzato sull’Europa sud-orientale, la Turchia, l’Europa orientale e il Caucaso e sulle politiche dell’UE in tema di libertà dei media, società civile, allargamento ad Est e politiche di coesione.

Nato nel 2000 in risposta al bisogno di informazione e dibattito espresso dalla società civile impegnata per l’integrazione dei Balcani nell’UE, OBCT promuove la costruzione dell’Europa dal basso sviluppando le relazioni transnazionali e sensibilizzando l’opinione pubblica su aree al cuore di numerose sfide europee.

Per realizzare la sua missione OBCT ha sviluppato un approccio partecipativo e multisettoriale che intreccia il giornalismo online, la ricerca, la formazione, la divulgazione e il policy advice. Lavorando in modo crossmediale, multilingue e transnazionale OBCT facilita l’interazione e lo scambio a livello europeo tra i suoi lettori e utenti, che comprendono: organizzazioni della società civile, giornalisti, ricercatori e studenti; policy makers; operatori economici; migranti; semplici curiosi.

In collaborazione con oltre 40 corrispondenti dal campo – giornalisti, ricercatori, attivisti – OBCT segue 26 paesi, regioni, stati de facto e pubblica quotidianamente notizie, analisi, multimedia sulla sua testata giornalistica online. Il suo portale raggiunge un numero di 150.000 pageviews mensili (fonte Plausible) e mette a disposizione un archivio gratuito di 12.000 approfondimenti.

Attraverso il lavoro di monitoraggio OBCT identifica temi chiave su cui sviluppa ricerca empirica, pubblica paper e libri, realizza documentari. Favorisce inoltre il confronto tra esperti, decisori politici e società civile con conferenze, incontri pubblici e sui social media, promuovendo iniziative di crowdsourcing e organizzando dibattiti online sul sito.

In questo modo OBCT stimola l’interesse verso aree che, a oltre trent’anni dalla fine della Guerra Fredda, sono ancora poco conosciute, e si conoscono meno tra loro, rispetto ai paesi fondatori dell’UE, contribuendo così al superamento della frattura tra Est e Ovest che ancora segna l’identità europea.

Con le sue pubblicazioni OBCT si rivolge alla comunità scientifica, mentre con i suoi policy papers mira a raggiungere decisori politici in ambito locale, nazionale ed europeo. OBCT offre inoltre servizi a scuole e università, producendo materiali didattici multimediali e realizzando attività formative.

Per accrescere l’impatto della sua azione culturale e di sensibilizzazione, OBCT distribuisce tutti i contenuti con licenza Creative Commons, impiega tecnologie open source, attiva numerose collaborazioni editoriali come co-produzioni televisive e radiofoniche, e ottiene centinaia di uscite stampa ogni anno. Nelle sezioni PapersMultimediaProdotti ed Eventi sono disponibili tutti i materiali e le registrazioni degli eventi pubblici di OBC Transeuropa.

Fonte:  https://www.balcanicaucaso.org/Chi-siamo

Articoli pubblicati nello speciale di Luglio 2025

Srebrenica, a trent’anni dal genocidio

https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Srebrenica-a-trent-anni-dal-genocidio-238877

 

Srebrenica, una ferita aperta

https://www.balcanicaucaso.org/Media/Multimedia/Srebrenica-una-ferita-aperta

 

Srebrenica, la Serbia nega il genocidio

https://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/Srebrenica-la-Serbia-nega-il-genocidio-238929

 

 

 

 

6 commenti su “Rubrica Associativa Glocale Europa Mondo”

  1. Lo Speciale è veramente molto interessante e merita di essere diffuso e condiviso. SI’ alla PACE e NO ai nazionalismi.

  2. Lo Speciale è veramente molto interessante e merita di essere diffuso e condiviso. SI’ alla PACE e NO ai nazionalismi.

  3. Per i Balcani Occidentali in una Europa Federale con un ruolo per il futuro democratico di un nuovo ordine internazionale.

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