{"id":831,"date":"2015-12-17T00:20:31","date_gmt":"2015-12-16T23:20:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/?p=831"},"modified":"2015-12-17T00:22:12","modified_gmt":"2015-12-16T23:22:12","slug":"cop21-la-febbre-del-pianeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/cop21-la-febbre-del-pianeta\/","title":{"rendered":"COP21: la febbre del pianeta"},"content":{"rendered":"<p>In attesa di scoprire se gli accordi, definiti storici, usciti dopo 12 giorni di febbrili negoziazioni dalla COP21 verranno effettivamente rispettati e di verificare se il taglio giuridicamente vincolante che questo accordo contiene funzioner\u00e0 veramente come garanzia per raggiungere gli obiettivi dichiarati, ho dedicato un po\u2019 di tempo ad approfondire gli scenari che un eventuale fallimento delle politiche di contenimento del surriscaldamento globale potrebbe metterci davanti partendo dalla situazione attuale.<\/p>\n<p>Innanzitutto quello che mi ha colpito \u00e8 che il surriscaldamento non \u00e8 uniforme. Mentre nella fascia che va dall\u2019Antartide al Tropico del Cancro sono stati registrati dal 1960 aumenti di temperatura di 3-4 gradi; \u00e8 nella fascia artica che si sono verificati gli aumenti maggiori (in media 6\u00b0 con picchi da 9\u00b0 in alcuni punti a nord della Scandinavia): la calotta artica che si \u00e8 formata in 150.000 anni si sta sciogliendo a una velocit\u00e0 ( 40m\/giorno circa 15 km\/anno) che \u00e8 raddoppiata negli ultimi 10 anni e libera ogni due giorni una quantit\u00e0 di acqua pari al fabbisogno giornaliero di New York.<\/p>\n<p>Questa prospettiva ha indotto gran parte dell\u2019informazione a focalizzarsi sulla minaccia dello scioglimento completo dei ghiacci che comporterebbe un innalzamento di circa 7 metri del livello degli oceani. Certo questo fenomeno sarebbe catastrofico e molti paesi costieri, tra i quali i pi\u00f9 ricchi al mondo sarebbero colpiti: citt\u00e0 come Los Angeles, New York, Londra e Venezia non esisterebbero pi\u00f9. Ma non si \u00e8 sottolineato abbastanza che uno scenario anche meno grave avrebbe comunque gravissime ripercussioni anche sui paesi meno ricchi. Infatti \u00e8 stato calcolato che l\u2019attuale tasso di surriscaldamento ridurrebbe pi\u00f9 del 5% la capacit\u00e0 dell\u2019Africa Equatoriale, Sud America, India, Cina e USA di produrre alimenti come patate, riso, frumento e mais (per quest\u2019ultimo si prevede un calo della produzione mondiale del 24% entro il 2050) arrivando per alcuni paesi come il Brasile a probabili picchi del -16%. Quello che non si ha il coraggio di sottolineare abbastanza \u00e8 che questa crisi alimentare \u00e8 gi\u00e0 in atto e contribuisce al fenomeno delle migrazioni che sono gi\u00e0 state definite bibliche prima ancora di un fortemente probabile peggioramento.<\/p>\n<p>Ma torniamo all\u2019obbiettivo dichiarato dai paesi aderenti allaCOP21, ovvero contenere il surriscaldamento entro 1,5 gradi (dopo che da fine \u2018800 la temperatura si \u00e8 gi\u00e0 alzata in media di 0,85\u00b0) : mi sono domandato cosa comporta accettare questo compromesso e cosa rischiamo se le strategie che verranno messe in pratica non funzionassero.<\/p>\n<p>Con un aumento di 2\u00b0 il sud-ovest americano rischierebbe di perdere il sottile strato di terra che copre il sottostante deserto preesistente rendendo di fatto l\u2019area incoltivabile; la Groenlandia potrebbe diventare verde (gli orsi polari sarebbero a fortissimo rischio estinzione per l\u2019impossibilit\u00e0 di cacciare le foche) e sparirebbero i primi arcipelaghi; in Canada la tundra lascerebbe il posto alla foresta e l\u2019esistenza delle barriere coralline sarebbe messa in serio pericolo vista la scarsa propensione dei coralli a sopravvivere in acque calde.<\/p>\n<p>Con un aumento di 3 gradi potrebbe essere impossibile vedere del ghiaccio ai poli nel periodo estivo, L\u2019estate, che potrebbe portare in Europa temperature da Medio Oriente\/Nord Africa, assomiglier\u00e0 a quella caldissima del 2003 in cui ondate di calore causarono 30.000 morti in Europa, di cui la met\u00e0 in Francia, di cui da 1500 a 3000 nella sola Parigi in una notte. Le Alpi potrebbero rimanere senza ghiaccio e la foresta pluviale amazzonica potrebbe diventare una savana; scenario che 2005 divenne clamorosamente attuale quando gli affluenti del Rio delle Amazzoni rimasero tutti in secca e l\u2019esercito brasiliano fu costretto a utilizzare gli elicotteri per rifornire la popolazione di acqua.<\/p>\n<p>Con un aumento di 4 gradi l\u2019innalzamento degli oceani potrebbe essere tale da sommergere il Bangladesh e Venezia e parzialmente l\u2019Egitto. Sparirebbero definitivamente i ghiacciai e la calotta artica e con loro gran parte delle risorse idriche. I grandi fiumi, il Gange per primo, potrebbero prosciugarsi. Una volta spariti i ghiacciai himalayani 1 miliardo di persone sarebbe senza acqua. Sarebbe sufficiente una tempesta di classe 2 o 3 (di potenza molto inferiore all\u2019uragano Katrina che devast\u00f2 New Orleans nel 2005 ) per allagare New York sommergendo alcuni quartieri anche per 8 m.<\/p>\n<p>Un aumento di 5\/6 gradi avrebbe conseguenze apocalittiche, gi\u00e0 senza ghiacci il mondo vedrebbe sparire le zone temperate e sarebbe preda della desertificazione. Le acque risulterebbero troppo calde per la vita e anche in superficie le condizioni sarebbero molto avverse, basta pensare che 6 gradi fa si era in piena era glaciale e la Scozia era coperta da un ghiacciaio in alcuni punti spesso anche 2 km.<\/p>\n<p>Sebbene parte della comunit\u00e0 scientifica ritenga che la responsabilit\u00e0 sia da attribuire ad un insolita attivit\u00e0 solare, la maggioranza ritiene che il ruolo principale sia dei cosiddetti gas serra e in particolare l\u2019anidride carbonica. La rilevazione ufficiale del 2008 ha stimato che il livello di CO<sub>2<\/sub> nell\u2019aria era di 383 ppm (parti per milione) mentre nel marzo 2014 i valori erano di circa 399 ppm a fronte di un livello critico di 450 ppm. Raggiungere il bilancio energetico (ovvero produrre gas serra in quantit\u00e0 non superiore alla quantit\u00e0 di gas che possono essere assorbiti naturalmente), considerata la diffusione capillare che i carburanti fossili hanno conquistato nell\u2019era industriale, \u00e8 la sfida forse pi\u00f9 complicata che il genere umano si trova ad affrontare in quanto se ne conosce l\u2019obiettivo finale ma, sinora, si ha percorso tutt\u2019altra strada. Le svolte radicali, specialmente se fatte \u201cal buio\u201d, non sono mai semplici o indolori, ma non abbiamo alternativa se vogliamo mantenere le condizioni di vita del pianeta ad un livello accettabile e le principali cause su cui intervenire saranno i consumi energetici domestici e le emissioni delle automobili..<\/p>\n<p>Una nazione che ha deciso di non aspettare successi o insuccessi altrui ma di buttarsi nella sperimentazione per raggiungere questo risultato \u00e8 la Germania. Dopo la sfida della ricostruzione del dopoguerra negli anni \u201850, dopo la sfida di integrare la Germania Orientale negli anni \u201990, \u00e8 da qualche anno che questa nazione ha intrapreso un audace cammino sulla strada che conduce al bilancio energetico: dopo Fukushima ha deciso di chiudere definitivamente con il nucleare e puntare sullo sviluppo delle energie rinnovabili e sostenibili (solare ed eolico coprono il 27% del fabbisogno nazionale con l\u2019obiettivo di raggiungere l\u201980% entro il 2050) che negli ultimi anni ha rappresentato anche una buona possibilit\u00e0 di business. La produzione di macchine elettriche \u00e8 aumentata fino a 40 mila esemplari in circolazione e si punta ad arrivare ad un milione di auto per il 2020. Certo, le automobili come l\u2019energia costano di pi\u00f9, eppure il 90% dei tedeschi \u00e8 favorevole. Questo \u00e8 il punto: siamo disposti a mettere mano al portafoglio per pagare il prezzo di anni di politiche sbagliate e fronteggiare il cambiamento che non pu\u00f2 pi\u00f9 attendere?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Christian Facchetti<\/p>\n<p>Presidente G.I.A.N.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In attesa di scoprire se gli accordi, definiti storici, usciti dopo 12 giorni di febbrili negoziazioni dalla COP21 verranno effettivamente rispettati e di verificare se il taglio giuridicamente vincolante che questo accordo contiene funzioner\u00e0 veramente come garanzia per raggiungere gli obiettivi dichiarati, ho dedicato un po\u2019 di tempo ad approfondire gli scenari che un eventuale&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/cop21-la-febbre-del-pianeta\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">COP21: la febbre del pianeta<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":15,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"categories":[4,6],"tags":[52,13,16,51,12,8,43,22,28,7],"class_list":["post-831","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-blog","category-cop21","tag-calotta-polare-artica","tag-energie-rinnovabili","tag-gas","tag-ghiacciai","tag-parigi","tag-riscaldamento-globale","tag-sostenibilita","tag-2-gradi","tag-28","tag-cop21"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/831","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/15"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=831"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/831\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":834,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/831\/revisions\/834"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=831"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=831"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=831"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}