{"id":7345,"date":"2022-02-24T21:35:35","date_gmt":"2022-02-24T20:35:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/?p=7345"},"modified":"2022-02-24T22:19:14","modified_gmt":"2022-02-24T21:19:14","slug":"per-uneconomia-europea-sostenibile-equa-e-democratica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/per-uneconomia-europea-sostenibile-equa-e-democratica\/","title":{"rendered":"Per un&#8217;economia europea sostenibile, equa e democratica"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Per l&#8217;Unione Europea questa \u00e8 l&#8217;unica strada percorribile<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>E\u2019 cos\u00ec che termina il Manifesto siglato dalla European Environmental Bureau, \u201c<em>la pi\u00f9 grande rete europea di ONG ambientali<\/em>\u201d, cos\u00ec si legge nella sua biografia su Twitter. Poi subito dopo c\u2019\u00e8 scritto \u201c<em>Lavoriamo per un futuro migliore in cui le persone e la natura prosperano insieme<\/em>\u201d e difatti gli obiettivi del Manifesto sono pochi, chiari e alquanto taglienti: una giusta transizione sociale e di genere, la necessit\u00e0 di un cambiamento climatico non troppo lontano e un non-ritorno all&#8217;austerit\u00e0.<\/p>\n<p>In una e-mail inoltrata, in cui viene allegato il Manifesto, Katharina Wiese, policy officer per la transizione economica della European Environmental Bureau, spiega che firmarlo, e aderire quindi a questa importante richiesta, dimostrerebbe ai massimi funzionari europei la forte necessit\u00e0 di una riforma che, come dice lei, &#8220;<em>possa spianare la strada per una transizione giusta, per un cambiamento climatico e che possa evitare l\u2019austerit\u00e0<\/em>.&#8221;<\/p>\n<p>Qui di seguito il testo originale del Manifesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Siamo organizzazioni della societ\u00e0 civile, think-thanks e organizzazioni sindacali supportati da accademici provenienti da tutta l\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci siamo uniti per richiedere un\u2019indispensabile riforma delle regole di bilancio dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>L\u2019obiettivo della politica economica europea non pu\u00f2 essere la semplice riduzione del debito. L\u2019economia ha bisogno di ridurre le disuguaglianze socio-economiche, intergenerazionali e di genere, ha bisogno di conseguire i diritti sociali e proteggere il clima e l\u2019ambiente. Il quadro fiscale dell\u2019Unione Europea dovrebbe supportare pienamente una transizione e una sistemica trasformazione delle nostre economie e delle nostre societ\u00e0 e mantenere il surriscaldamento globale sotto 1.5\u00b0C.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trattato di Maastricht, siglato nel 1992, e i cambiamenti legislativi conseguenti alla crisi finanziaria globale, hanno generato stretti limiti fiscali che hanno posto un tetto al debito pubblico degli Stati membri. Dal momento che un coordinamento delle politiche fiscali \u00e8 necessario in un unione monetaria, <b>queste regole, con le nuove sfide con cui si interfaccia l\u2019Europa, non si adattano pi\u00f9 all\u2019obiettivo iniziale<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, queste regole impongono limitazioni permanenti sulla spesa pubblica, da cui ne consegue un deterioramento dell\u2019occupazione e degli investimenti. In molti paesi il tasso di disoccupazione, specialmente quello giovanile, rimane al di sotto di un livello inaccettabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, tali regole non riescono a garantire una transizione equa nello sforzo richiesto per adattarci e mitigare cambiamenti climatici. Secondo una stima recente della Commissione Europea il divario annuale di investimenti ecologici ammonta a 520 miliardi di euro. Per colmare tale gap, sarebbe necessario un consistente finanziamento pubblico. L\u2019imposizione arbitraria di limiti fiscali rende quest\u2019obiettivo irraggiungibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ritorno alle regole di bilancio dell\u2019Unione Europea &#8211; sospese durante la crisi legata al Covid-19 &#8211; si tradurrebbe in tagli drastici alle spese pubbliche nella maggior parte degli Stati membri dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un nuovo rigore comprometterebbe la ripresa dalle conseguenze socio-economiche portate dalla pandemia e annienterebbe i progressi realizzati grazie all\u2019impianto di Recupero e di Resistenza. Tale rigore rafforzerebbe inoltre le disuguaglianze sociali e corroderebbe la fiducia che i cittadini ripongono nell\u2019Unione Europea lasciando inoltre moltissime persone e moltissimi governi senza risorse sufficienti per impegnarsi nella transizione equa e sostenibile, finendo per intaccare la coesione e la convergenza che c\u2019\u00e8 tra gli Stati membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 per queste ragioni che chiediamo una <b>profonda riforma del quadro della governance economica<\/b>, per assicurare che le nuove regole di bilancio siano coerenti con le norme concordate dall\u2019UE e con gli obiettivi ambientali e climatici. La qualit\u00e0 delle spese \u00e8 essenziale: il denaro dei cittadini deve essere ben speso e deve soddisfare le finalit\u00e0 democraticamente definite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiediamo inoltre una <b>trasformazione socio-economica del nostro modello economico<\/b>, sottolinenando la necessit\u00e0 di un considerevole aumento dell\u2019investimento pubblico nonch\u00e9 una governance economica sostenuta dal pilastro europeo dei diritti sociali, che abbia un\u2019accentuata dimensione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiediamo infine anche un <b>nuovo approccio per garantire agli Stati membri la sostenibilit\u00e0 del debito<\/b>. Le riforme devono tenere conto dei contesti nazionali, della necessit\u00e0 di evitare un\u2019austerit\u00e0 controproducente, della convergenza delle economie europee e dell\u2019accumulo di rischi di bilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rischi di bilancio legati al clima &#8211; ovvero l\u2019impatto che un investimento insufficiente nel contenimento e nell\u2019adattamento ai cambiamenti climatici avr\u00e0 sui bilanci pubblici &#8211; devono far parte delle analisi di sostenibilit\u00e0 del debito specifico per paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per <b>innescare e orientare gli investimenti privati <\/b>saranno indispensabili misure normative e amministrative, oltre a nuove tassazioni nonch\u00e9 finanziamenti aggiuntivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione \u00e8 fondamentale che i Governi si prendano la responsabilit\u00e0 di indirizzare le loro politiche verso una transizione socialmente equa e sostenibile. Per l\u2019Unione Europea questa \u00e8 l\u2019unica strada percorribile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il manifesto termina qui.<\/b>&#8220;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per l&#8217;Unione Europea questa \u00e8 l&#8217;unica strada percorribile E\u2019 cos\u00ec che termina il Manifesto siglato dalla European Environmental Bureau, \u201cla pi\u00f9 grande rete europea di ONG ambientali\u201d, cos\u00ec si legge nella sua biografia su Twitter. 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