{"id":7140,"date":"2021-11-24T20:53:31","date_gmt":"2021-11-24T19:53:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/?p=7140"},"modified":"2022-03-02T21:23:13","modified_gmt":"2022-03-02T20:23:13","slug":"la-ventiseiesima-conferenza-onucop26","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/la-ventiseiesima-conferenza-onucop26\/","title":{"rendered":"La ventiseiesima conferenza Onu(COP26)"},"content":{"rendered":"<h2>La ventiseiesima conferenza Onu(COP26) sul clima: quale esito e quale prospettive per il contenimento della emergenza climatica?<\/h2>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">La ventiseiesima conferenza delle Nazioni Unite sul clima(COP26) ha chiusi i battenti a Glagow dopo due settimane<\/span> <span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">di negoziati frenetici protrattisi oltre il tempo regolamentare nell&#8217;intento di raggiungere un accordo accettabile da parte dei 196 Paesi parti della conferenza, in quanto aderenti alla Convenzione sui Cambiamenti Climatici del 1992.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Le intese raggiunte in sede di COP26, organizzata dal Regno Unito con il supporto del Segretariato delle Nazioni Unite e in partenariato l\u2019Italia, si prestano a varie interpretazioni. Alcuni vedono in esse un compromesso al ribasso rispetto all\u2019Accordo di Parigi del 2015 e alle notevoli attese della vigilia, mentre altri le considerano un ulteriore passo avanti nella giusta direzione di mantenere entro i 1, 5\u00b0C a fine secolo l\u2019aumento della temperatura media terrestre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Come spesso accade, l\u2019analisi pi\u00f9 credibile \u00e8 a met\u00e0 strada tra le due posizioni.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">In primo luogo i Paesi partecipanti hanno convenuto su alcuni punti chiave all\u2019ordine del giorno portanti sulla necessit\u00e0 di:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">rafforzare gli impegni a ridurre le emissioni di CO2 entro il 2030 onde mantenere raggiungibile l\u2019obiettivo di limitare a 1,5\u00b0C l\u2019aumento della temperatura terrestre;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">elevare e accelerare l\u2019appoggio finanziario ai Paesi in via di sviluppo;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">creare un organo di coordinamento tecnico e finanziario per la compensazione dei danni e delle perdite gi\u00e0 causati in detti Paesi dall\u2019impatto climatico;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">formulare le regole per la completa applicazione dell\u2019Accordo di Parigi, con riferimento alla creazione del mercato del carbonio e alle esigenze di trasparenza e di controllo dei seguiti dati dagli Stati all\u2019accordo stesso.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><a href=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/COP26_Facebook-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-7144 alignleft\" src=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/COP26_Facebook-1-300x158.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/COP26_Facebook-1-300x158.png 300w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/COP26_Facebook-1-1024x538.png 1024w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/COP26_Facebook-1-768x403.png 768w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/COP26_Facebook-1-600x315.png 600w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/COP26_Facebook-1.png 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per la prima volta,<\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u00a0dopo ventisei anni di riunioni annuali, i Paesi hanno convenuto sulla necessit\u00e0 di accelerare l\u2019azione per ridurre l\u2019energia proveniente dal carbone non abbattuto (unabated) e di eliminare i sussidi inefficienti ai combustibili fossili.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">La formulazione del fondamentale passo, proposta in primo tempo dalla presidenza, era ben pi\u00f9 stringente e prevedeva l\u2019eliminazione tout court del carbone come combustibile e dei sussidi alle industrie dei fossili. Tale proposta inedita spalleggiata dalla stragrande maggioranza dei delegati ha incontrato all\u2019ultimo momento la ferma opposizione dell\u2019India, notoriamente grande produttore e consumatore di carbone. I rappresentanti indiani hanno cos\u00ec chiesto ed ottenuto con procedura poco trasparente di diluire la portata dell\u2019articolo e ci\u00f2 ha sollevato le obiezioni di vari delegati e indotto la presidenza a scusarsi per quanto accaduto, motivando il cedimento alle richieste indiane con la necessit\u00e0 di preservare il raggiungimento del consenso sull\u2019accordo finale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Alquanto promettente appare inoltre l\u2019impegno dei Paesi a riunirsi l\u2019anno prossimo in Egitto per sottomettere dei piani pi\u00f9 ambiziosi di riduzione delle emissioni entro il 2030 e di formulare delle strategie a lungo termine per una giusta transizione verso l\u2018obiettivo di azzerare le emissioni entro met\u00e0 secolo. Sul piano finanziario l\u2019accordo di Glasgow richiede ai Paesi sviluppati di onorare la promessa fatta nel 2009 di mettere a disposizione entro il 2020 la somma di 100 miliardi di dollari a favore dei Paesi in via di sviluppo per l\u2019azione di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e di procrastinare tale impegno fino al 2025, prevedendo nel contempo un nuovo schema di aiuti per gli anni successivi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Accanto ai negoziati formali, sono state inoltre raggiunte a latere importanti intese tra attori statali e non statali comprendenti il blocco della deforestazione, il taglio delle emissioni di metano, il passaggio alla mobilit\u00e0 elettrica, l\u2019agricoltura sostenibile e l\u2019allineamento degli investimenti privati all\u2019esigenze della decarbonizzazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Tale intese hanno coinvolto governi centrali, quelli di regioni e citt\u00e0, imprese, societ\u00e0 di investimento e centri di ricerca scientifica e tecnologica, dando avvio a significativi progetti e collaborazioni trasversali per contenere gli effetti dei cambiamenti climatici. Forse \u00e8 questo il risultato pi\u00f9 tangibile della COP26: l\u2019aver trasmesso al mondo intero il senso dell\u2019urgenza e dell\u2019importanza della azione globale collettiva per affrontare l\u2019emergenza climatica. Anche se l\u2019obiettivo \u00e8 ancora lontano, le trattative che hanno preceduto e accompagnato la conferenza sono servite auspicabilmente a mantenere vivo l\u2019impegno per la salvaguardia della vita sul pianeta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">La vera sfida per\u00f2 comincia adesso. Si tratta di vedere se i 196 Paesi vorranno e potranno accelerare i loro sforzi e passare dalle parole ai fatti nell\u2019ambito delle loro responsabilit\u00e0 comuni ma differenziate a seconda delle rispettive circostanze e capacit\u00e0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Prima essi si attiveranno nel rispetto dei loro impegni e meglio sar\u00e0 per le generazioni presenti e future. Saranno infatti gli interventi immediati, anche se parziali ma costanti e determinati da effettuare in questo decennio per ridurre le emissioni di CO2 e altri gas climalteranti nell\u2019atmosfera, ad evitare il raggiungimento del punto del non ritorno oltre il quale tali riduzioni potranno avere scarso effetto.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">In questo caso \u00e8 meglio concentrarsi sull\u2019azioni da intraprendere a breve termine ed entro il 2030 pi\u00f9 che su quelle a lungo termine che rimangono imperscrutabili alla politica, all\u2019economia e forse anche alla scienza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Leonardo Baroncelli<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Diplomatico a riposo<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ventiseiesima conferenza Onu(COP26) sul clima: quale esito e quale prospettive per il contenimento della emergenza climatica? 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