{"id":7088,"date":"2021-10-16T18:48:39","date_gmt":"2021-10-16T16:48:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/?p=7088"},"modified":"2021-12-22T08:48:02","modified_gmt":"2021-12-22T07:48:02","slug":"our-land-our-nature","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/our-land-our-nature\/","title":{"rendered":"Our Land Our Nature"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">UN MANIFESTO POPOLARE PER IL FUTURO DELLA CONSERVAZIONE DELLA NATURA<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Il Pianeta Terra, la nostra casa, sta subendo una perdita senza precedenti di biodiversit\u00e0 e un\u2019accelerazione dei cambiamenti climatici che minacciano il futuro dell\u2019umanit\u00e0 e di ogni altra forma di vita.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Le uniche soluzioni sostenibili, giuste e reali a queste crisi risiedono nell\u2019umanit\u00e0 stessa \u2013 in particolare nei popoli indigeni e nelle comunit\u00e0 locali, che sono i migliori custodi della biodiversit\u00e0 \u2013 e in un modello di conservazione che abbia al suo centro i diritti umani e la diversit\u00e0 umana. <strong>Abbiamo bisogno di un modello di conservazione che combatta le vere cause della distruzione ambientale e che sia pronto a contrastarne i maggiori responsabili: il sovra-consumo e lo sfruttamento delle risorse per profitto trainati dal Nord globale e dalle sue imprese<\/strong>. Al contrario, molti governi, insieme all\u2019industria della conservazione e a molte aziende dei paesi occidentali, rifiutano di affrontare le vere radici del problema e pretendono di poter migliorare la situazione attraverso la creazione di pi\u00f9 Aree Protette e l\u2019implementazione di vaghe \u201cSoluzioni Basate Sulla Natura\u201d. Queste false soluzioni vengono proposte come soluzioni \u201creali\u201d alla crisi climatica attuale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Tuttavia, <strong>decenni di ricerche e di esperienze hanno dimostrato che l\u2019approccio dominante alla conservazione della biodiversit\u00e0 ha avuto un impatto devastante sulle terre, sui mezzi di sostentamento e sui diritti dei popoli indigeni e locali.<\/strong> Questo approccio si basa in gran parte sulla visione, sbagliata, di una \u201cnatura\u201d priva di presenza umana. Questa visione ottusa ha portato a un modello di conservazione dall\u2019approccio spesso violento, colonialista e razzista; <strong>un modello che si accaparra la terra e la militarizza, che criminalizza e distrugge gli stili di vita delle comunit\u00e0 indigene e locali, e che ne disdegna le conoscenze<\/strong>. Nonostante tutte le sofferenze provocate, questo modello non ha mai impedito la distruzione degli ecosistemi che afferma di proteggere.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Persino le \u201criforme\u201d che sostengono di voler evitare gli abusi peggiori di tale \u201cconservazione fortezza\u201d sono di solito mere operazioni di facciata, e includono i popoli indigeni e locali solo in un secondo momento o come elementi accessori rispetto all\u2019obiettivo principale, secondo modalit\u00e0 che continuano a violare gli standard internazionali sui diritti dei popoli indigeni e delle altre comunit\u00e0 locali [Si veda la Dichiarazione ONU sui diritti dei popoli indigeni (UNDRIP) e la Dichiarazione ONU sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali (UNDROP)]. Questi tentativi di cambiamento sono spesso solo apparenti, perch\u00e9 sono circoscritti a singoli progetti e mancano di riconoscere che il problema \u00e8 strutturale. Il modello di conservazione in oggetto \u00e8 quindi molto lontano dall\u2019essere basato sui diritti. Al contrario, si fonda sempre pi\u00f9 su un approccio neoliberale in cui sia la natura sia le persone sono definite come forma di \u201ccapitale\u201d il cui valore \u00e8 fissato dal mercato. Non affronta le cause che stanno alla base della perdita di biodiversit\u00e0 dovuta a un\u2019economia industriale orientata alla crescita e, anzi, spesso le incoraggia.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media stack-xs\">\n            <div class=\"media-body\">\n                <div class=\"media\">\n                    <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icona\" src=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" onError='this.src=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/unknown.svg\";' \/><\/div>\n                    <div class=\"media-body\">\n                        <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/download\/our-land-our-nature-manifesto\/'>Our Land Our Nature manifesto<\/a><\/h3>\n                        <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 432.51 KB<\/div>\n                    <\/div>\n                <\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3 wpdmdl-btn\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-success btn-sm' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/download\/our-land-our-nature-manifesto\/?wpdmdl=7092&refresh=6ab03392328021789932434\">Scarica<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Finch\u00e9 l\u2019industria della conservazione della natura potr\u00e0 replicare questo modello, il denaro dei contribuenti e dei filantropi utilizzato per finanziare pi\u00f9 Aree Protette continuer\u00e0 ad avere un impatto catastrofico sia sulla biodiversit\u00e0 sia sulle persone. Le richieste che elenchiamo di seguito comportano lo smantellamento di questo modello, perch\u00e9 riteniamo che si possa avere un cambiamento positivo solo adottando un modello nuovo, e non modificandone uno difettoso.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">1 Si veda la Dichiarazione ONU sui diritti dei popoli indigeni (UNDRIP) e la Dichiarazione ONU sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle aree rurali (UNDROP)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Il modo in assoluto pi\u00f9 efficace e giusto di lottare contro la perdita di biodiversit\u00e0 e i cambiamenti climatici \u00e8 rispettare i diritti territoriali dei popoli indigeni, che gi\u00e0 proteggono l\u201980% della biodiversit\u00e0 mondiale, e di altre comunit\u00e0 locali. Questo fatto \u00e8 riconosciuto da molte policy e dichiarazioni, ma l\u2019azione \u201csul campo\u201d continua a espropriarli e a maltrattarli. Noi sottoscritti dichiariamo che:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u00bb La comunit\u00e0 internazionale deve accettare di fermare completamente la creazione di nuove <\/span><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Aree Protette che escludano i popoli indigeni e le comunit\u00e0 locali;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u00bb I governi devono rispettare, proteggere e far rispettare pienamente i diritti territoriali e forestali dei popoli indigeni, devono rispettare l\u2019uso collettivo e consuetudinario della terra e della foresta da parte delle comunit\u00e0 locali, e garantire la protezione di quella terra conformemente alla loro volont\u00e0. Questi presupposti devono essere la principale strategia per la protezione della biodiversit\u00e0 in tutto il mondo;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u00bb I governi e le organizzazioni per la conservazione non devono impegnarsi in alcun progetto di conservazione senza avere il Consenso Libero, Previo e Informato (FPIC) delle comunit\u00e0 interessate; \u00bb Come per ogni altro ambito professionale, le organizzazioni per la conservazione devono essere soggette a regolamentazioni e aderire a codici di condotta prestabiliti al fine di garantire che la conservazione non sia un \u201cfine\u201d che giustifica qualsiasi mezzo;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u00bb I governi e le organizzazioni della conservazione devono riconoscere il pesante tributo che le aree di conservazione rigidamente protette hanno fatto pagare alle terre, ai mezzi di sussistenza e ai diritti di molte comunit\u00e0 in tutto il mondo; devono implementare piani concreti per rimediare agli errori passati, inclusa la restituzione del controllo ai custodi storici e locali di questi luoghi;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u00bb I paesi ad alto reddito devono fornire risorse finanziarie per sostenere questi cambiamenti e devono smettere di finanziare programmi di conservazione che, intenzionalmente o meno, distruggono i locali e loro i mezzi di sussistenza, e non rispettano il principio del Consenso Libero, Previo e Informato (FPIC);<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u00bb Le nazioni industrializzate devono accordarsi per una riduzione \u2013 e non per un semplice spostamento \u2013 dell\u2019estrazione delle risorse destinate a produzione e consumo, imponendo queste misure anche alle proprie aziende al fine di ridurne l\u2019impatto sul mondo naturale;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u00bb I governi e le aziende devono abbandonare progressivamente i combustibili fossili e smettere di cercare di dare una veste ecologica alle loro emissioni affermando falsamente che le compensazioni \u201cbasate sulla natura\u201d mitigheranno i cambiamenti climatici;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u00bb Quando operano al di fuori dei propri paesi o attraverso fornitori terzi, le aziende multinazionali e le organizzazioni per la conservazione devono aderire a, e rispettare gli standard internazionali, tra cui anche il FPIC; \u00bb Le aziende multinazionali e le organizzazioni per la conservazione devono praticare la due diligence in materia di diritti umani per identificare, prevenire, mitigare e rendere conto di come gestiscono l\u2019impatto sui diritti umani. Devono implementare meccanismi efficaci di reclamo e risarcimento per le vittime di violazioni dei diritti umani legate alle loro attivit\u00e0;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">\u00bb Le politiche ambientali e sul clima \u2013 sia nazionali sia internazionali \u2013 devono essere concepite e valutate in termini sia di giustizia sociale sia di sostenibilit\u00e0 ambientale. Il nostro obiettivo comune deve essere quello di ottenere un benessere giusto, equo e sostenibile per gli esseri umani e per tutte le altre le specie con cui condividiamo questo pianeta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Uomini e natura sono inseparabili e la protezione della natura dovrebbe essere integrata in una prospettiva pi\u00f9 ampia: come viviamo e come creiamo un mondo in cui tutti possano godere di una vita sana.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/it.ourlandournature.org\/\">https:\/\/it.ourlandournature.org\/<\/a><\/p>\n<p><a title=\"https:\/\/www.lepoint.fr\/afrique\" href=\"https:\/\/www.lepoint.fr\/afrique\/environnement-une-autre-protection-de-la-nature-est-elle-possible-01-09-2021-2441089_3826.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.lepoint.fr\/afrique<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/elpais.com\/planeta-futuro\/2021-09-07\/un-congreso-indigena-alternativo-para-descolonizar-la-conservacion-de-la-naturaleza.html\">https:\/\/elpais.com\/planeta-futuro<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2021\/sep\/08\/marseille-summit-indigenous-people-best-keepers-of-their-lands-aoe\">https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2021<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"oS0S0DprrA\"><p><a href=\"https:\/\/news.mongabay.com\/2021\/09\/bridge-the-north-south-divide-for-a-un-biodiversity-framework-that-is-more-just-commentary\/\">Bridge the North-South divide for a UN Biodiversity Framework that is more just (commentary)<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Bridge the North-South divide for a UN Biodiversity Framework that is more just (commentary)&#8221; &#8212; Conservation news\" src=\"https:\/\/news.mongabay.com\/2021\/09\/bridge-the-north-south-divide-for-a-un-biodiversity-framework-that-is-more-just-commentary\/embed\/#?secret=jqxKDnwz8y#?secret=oS0S0DprrA\" data-secret=\"oS0S0DprrA\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WeHiclGvVh0\" width=\"800\" height=\"600\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LLs48EqotFM\" width=\"800\" height=\"600\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DecolonizeConservation2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-7091\" src=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DecolonizeConservation2-1024x417.jpg\" alt=\"\" width=\"790\" height=\"322\" srcset=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DecolonizeConservation2-1024x417.jpg 1024w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DecolonizeConservation2-300x122.jpg 300w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DecolonizeConservation2-768x313.jpg 768w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DecolonizeConservation2-600x244.jpg 600w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/DecolonizeConservation2.jpg 1250w\" sizes=\"auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UN MANIFESTO POPOLARE PER IL FUTURO DELLA CONSERVAZIONE DELLA NATURA Il Pianeta Terra, la nostra casa, sta subendo una perdita senza precedenti di biodiversit\u00e0 e un\u2019accelerazione dei cambiamenti climatici che minacciano il futuro dell\u2019umanit\u00e0 e di ogni altra forma di vita. 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