{"id":6810,"date":"2021-05-25T14:05:36","date_gmt":"2021-05-25T12:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/?p=6810"},"modified":"2021-09-08T21:52:27","modified_gmt":"2021-09-08T19:52:27","slug":"la-conservazione-fortezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/la-conservazione-fortezza\/","title":{"rendered":"La conservazione fortezza"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Tra i vari modelli di conservazionismo sviluppati nell\u2019affanno di preservare la natura dall\u2019attacco dell\u2019uomo, il conservazionismo fortezza si caratterizza per demarcare aree dal forte interesse naturalistico da cui estromettere tutte le attivit\u00e0 umane. Un tipico esempio sono i parchi nazionali americani a partire dallo Yellowstone fondato per primo nel 1872 e che oggi copre una superficie di poco inferiore a 9000 km2 . Concepito come riserva integrale e gestito col duplice interesse di preservarne la bellezza ma anche di renderlo fruibile alle masse di turisti in cerca di un\u2019esperienza diretta con la natura, \u00e8 diventato una meta indiscussa del turismo verde e ha contribuito a creare un modello economico molto seguito della conservazione (nel 2019 \u00e8 stato proclamato il 61\u00b0 parco nazionale americano)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Puntando a soddisfare le aspettative dei turisti interessati pi\u00f9 alla flora e alla fauna che alle popolazioni locali si \u00e8 finiti, per\u00f2, col consolidare nella nostra mentalit\u00e0 il concetto sbagliato che qualunque attivit\u00e0 umana (compresa quella indigena) nell\u2019area protetta sia superflua o addirittura dannosa e che comunque debba essere controllata dall\u2019ente parco. Per avere una misura di questo sbaglio basta considerare quanto a lungo non \u00e8 stata compresa l\u2019utilit\u00e0 della pratica indigena degli incendi controllati che permettono di prevenire incendi ben pi\u00f9 gravi e dannosi. Si arriva cos\u00ec al concetto di conservazione fortezza, ovvero per preservare un\u2019area protetta diventa necessario estromettere da essa tutte le attivit\u00e0 umane con gravi ricadute gravanti sui i popoli tribali che, paradossalmente, hanno da sempre vissuto le loro terre implementandone la biodiversit\u00e0 come mutuo vantaggio per la propria sopravvivenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">Passando dai tempi del colonialismo in cui l\u2019uomo occidentale riteneva gli indigeni inferiori e incapaci di sfruttare appieno le risorse delle loro terre e quindi utilizzava tutti gli espedienti (violenza compresa) per impossessarsene, a oggi in cui l\u2019uomo occidentale continua ad appropriarsi della terra indigena con la scusa della salvaguardia della biodiversit\u00e0, il furto di terra indigena si evolve, cambia pelle, ma resta fortemente ancorato nella nostra societ\u00e0. Inoltre, con l\u2019espediente della conservazione della biodiversit\u00e0, l\u2019ente parco in qualit\u00e0 di amministratore dell\u2019area protetta, spesso dichiara guerra al bracconaggio rendendo illegale lo stile di vita indigeno (basato sulla caccia e la pesca) e costringendo le popolazioni tribali ad abbandonare le loro terre ancestrali. Non mancano casi in cui, per raggiungere questo obiettivo, i guardiaparco stessi fanno ricorso a violenze di ogni genere spesso con conseguenze letali. I Baka in Congo e in Camerun, i Boscimani in Botswana, i Jenu Kuruba in India sono solo alcuni esempi lampanti di questo meccanismo denunciato da Survival, ONG internazionale che da 50 anni si occupa della difesa dei diritti dei popoli indigeni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\">La soluzione potrebbe passare attraverso 2 strumenti giuridici: la Convenzione internazionale ILO 169 (del 1989) e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni (2007). In questi 2 documenti si riconoscono come fondamentali il diritto di autoidentificazione e autodeterminazione di ogni popolo, il diritto allo stile di vita tradizionale, il diritto alla continuit\u00e0 storica rispetto ad una certa area occupata ma soprattutto il diritto ad essere consultati e a partecipare al processo decisionale che riguarda la gestione della propria terra e delle proprie abitudini di vita specificando che quest\u2019ultimo diritto \u00e8 tale solo se viene garantita l\u2019effettiva possibilit\u00e0 di modificare le decisioni che verranno prese. In Europa solo Danimarca, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Spagna e di recente la Germania hanno ratificato la ILO 169; d\u2019altra parte tra coloro che l\u2019hanno adottata figurano paesi sudamericani in cui non si pu\u00f2 certo dire che i popoli indigeni se la passino bene (per essere eufemistici) e questo ci porta a concludere che c\u2019\u00e8 ancora molto da fare per affermare il vero ruolo dei popoli indigeni. Se davvero vogliamo difendere la biodiversit\u00e0 e la nostra terra forse sarebbe il caso di prendere spunto da chi non ha mai smesso di prendersene cura e da sempre ne ha fatto la principale, se non l\u2019unica, ragione di vita.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><a title=\"Convenzione Internazionale ILO 169 in materia di popoli indigeni\" href=\"https:\/\/www.ilo.org\/dyn\/normlex\/en\/f?p=NORMLEXPUB:12100:0::NO::P12100_ILO_CODE:C169\">https:\/\/www.ilo.org\/dyn\/normlex\/en\/f?p=NORMLEXPUB:12100:0::NO::P12100_ILO_CODE:C169<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: verdana, geneva, sans-serif; font-size: 12pt;\"><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media stack-xs\">\n            <div class=\"media-body\">\n                <div class=\"media\">\n                    <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icona\" src=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" onError='this.src=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/unknown.svg\";' \/><\/div>\n                    <div class=\"media-body\">\n                        <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/download\/dichiarazione-delle-nazioni-unite-sui-diritti-dei-popoli-indigeni-2007\/'>Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni (2007)<\/a><\/h3>\n                        <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 165.85 KB<\/div>\n                    <\/div>\n                <\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3 wpdmdl-btn\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-success btn-sm' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/download\/dichiarazione-delle-nazioni-unite-sui-diritti-dei-popoli-indigeni-2007\/?wpdmdl=6811&refresh=6ab30fbb5595f1790119867\">Scarica<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n\n<\/div><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i vari modelli di conservazionismo sviluppati nell\u2019affanno di preservare la natura dall\u2019attacco dell\u2019uomo, il conservazionismo fortezza si caratterizza per demarcare aree dal forte interesse naturalistico da cui estromettere tutte le attivit\u00e0 umane. 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