{"id":1026,"date":"2016-03-23T00:43:48","date_gmt":"2016-03-22T23:43:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/?p=1026"},"modified":"2016-03-23T01:33:50","modified_gmt":"2016-03-23T00:33:50","slug":"stop-ttip","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/stop-ttip\/","title":{"rendered":"Stop TTIP"},"content":{"rendered":"<p>Ancora tutto tace sul TTIP. In pochi sembrano sapere cosa \u00e8 e i nostri dirigenti si guardano bene dal tenerci informati.<br \/>\nTTIP sta per \u2018Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti\u2019 ed \u00e8 in pratica un trattato tra gli Stati Uniti e l\u2019Unione Europea per l\u2019abbattimento delle barriere tariffarie e non, accompagnato da una liberalizzazione selvaggia di tutto quello che pu\u00f2 portare guadagno economico.<br \/>\nLe trattative avvengono gi\u00e0 da molti mesi nel pi\u00f9 assoluto silenzio, come se le gravissime conseguenze dell\u2019eventuale approvazione del trattato non riguardassero le nostre vite.<br \/>\n<strong>L\u2019Internazionale degli Amici della Natura \u00e8 molto sensibile a questo tema<\/strong>, tanto che \u00e8 stata proposta una mozione ad hoc all\u2019ultimo Congresso e si sta creando un Forum che discuta di TTIP e sostenibilit\u00e0. E\u2019 per questo, che nel rispetto della nostra mission, \u00e8 nostro dovere raccogliere informazioni sull\u2019argomento e dare il nostro piccolo contributo, sia diffondendo la voce, sia partecipando alla grande manifestazione del 7 maggio a Roma. Auspico vivamente che il GIAN vi parteciper\u00e0 con una sua delegazione, dando il suo contributo come \u00e8 avvenuto con la COP21 a Parigi.<\/p>\n<p>Intanto, per\u00f2, ecco alcuni dei punti del trattato che mi sembrano significativi:<\/p>\n<p>&#8211; Abbattimento delle barriere tariffarie tra USA e UE: certo, si potr\u00e0 pensare che questo porter\u00e0 ad un aumento delle esportazioni del nostro made in Italy. S\u00ec, \u00e8 possibile, ma ricordiamoci che non tutti si possono permettere di acquistare il costoso made in Italy di importazione, quindi sono molte le persone all\u2019estero che si accontentano del pi\u00f9 economico \u2018Italian sounding\u2019, ovvero di quei prodotti che \u2018ricordano\u2019 soltanto i veri prodotti italiani, ad esempio il famigerato \u2018parmesan\u2019, che molti acquistano come fosse vero Parmigiano. Ricordiamoci anche che le multinazionali dell\u2019Italian sounding non hanno nessuna intenzione di modificare le etichette dei loro prodotti rendendole meno ingannevoli e meno dannose per il made in Italy. Nell\u2019altro verso, l\u2019abbattimento delle barriere tariffarie non potr\u00e0 che aprire ulteriormente le porte ai prodotti americani, spesso di scarsa qualit\u00e0 se non direttamente OGM. Se l\u2019UE applica il principio di precauzione (mentre addirittura in Italia \u00e8 vietata la coltivazione di OGM) ebbene negli USA questo principio non viene applicato ma si cerca di giudicare la potenziale pericolosit\u00e0 di un prodotto solo quando ormai questo \u00e8 pronto per essere immesso sul mercato. Se quindi non si dimostra che esso \u00e8 pericoloso allora lo possiamo allegramente ingerire (ma si pu\u00f2 davvero giudicare la pericolosit\u00e0 di un alimento senza studi pluriennali?). Mi permetto di aggiungere che se venissero \u2018sdoganate\u2019 anche le sementi OGM, per l\u2019Italia sarebbe la fine: un discorso \u00e8 decidere cosa acquistare al supermercato (ci sono gi\u00e0 in vendita tanti alimenti contenenti OGM prodotti all\u2019estero e quindi \u00e8 l\u2019acquirente che ha la facolt\u00e0 di scegliere per il proprio organismo), un\u2019altra \u00e8 permettere che coltivazioni OGM (es. il mais, i pomodori, ecc.) prendano piede qua, incrociandosi con le specie autoctone. Allora s\u00ec che il made in Italy riceverebbe il colpo di grazia. In Italia siamo cos\u00ec fortunati ad avere tutta questa ricchezza di colture e dobbiamo proteggerle con le unghie e con i denti!<\/p>\n<p>&#8211; Si potrebbe rendere pi\u00f9 facile l\u2019importazione di combustibili fossili da oltreoceano (es. gas ottenuto dalle sabbie bituminose). Innanzi tutto, si tratta di un\u2019aberrazione dal punto di vista ecologico in quanto si deve trasportare un combustibile fossile attraverso tutto un oceano (con i conseguenti costi economici e ambientali) per poi bruciarlo qua e fare ulteriore danno: insomma un\u2019impronta di carbonio che schizza alle stelle. Senza contare che si buttano alle ortiche i seppur modesti buoni propositi della COP21\u2026 Oltre alla diminuzione delle emissioni di CO2 ci dobbiamo preparare alla cosiddetta transizione energetica verso le energie rinnovabili e avere nuovi combustibili fossili a buon mercato certo non aiuter\u00e0 questa transizione.<\/p>\n<p>&#8211; La Risoluzione delle controversie tra Investitore e Stato (ISDS): questo \u00e8 uno dei punti su cui le trattative si stanno arenando. In pratica si tratta di creare una specie di organismo, un tribunale, sovranazionale (alle cui decisioni, quindi, gli stati si dovranno sottomettere) che dovr\u00e0 decidere in caso un investitore (leggi multinazionale) decida di fare causa ad uno stato. Ovvero, se una multinazionale ritiene che uno stato, tramite le sue regolazioni interne, le arrechi un danno economico, allora essa pu\u00f2 chiedere i danni allo stato in questione. Purtroppo cose simili stanno succedendo gi\u00e0 nel mondo e anche vicino a noi, e il meccanismo \u00e8 sempre lo stesso: uno stato ha certe regole a salvaguardia o dei propri prodotti o dei propri lavoratori, la multinazionale per avere pi\u00f9 guadagni deve abbassare al massimo i costi, ad esempio pagando meno i lavoratori, o facendo meno controlli, o evitando certe procedure, ecc., siccome lo stato \u00e8 visto come quello che mette i bastoni tra le ruote al sacro profitto allora la multinazionale gli fa causa. Il problema \u00e8 che, visti gli indennizzi milionari, molti stati sono costretti a cedere al ricatto. Ricordiamoci che nelle trattative del TTIP si mira ad una armonizzazione secondo il meccanismo del minimo comune denominatore, ovvero ci sar\u00e0 una corsa al ribasso in termini di qualit\u00e0, sicurezza e diritti.<\/p>\n<p>&#8211; Abbattimento delle barriere non tariffarie, ovvero di tutte quelle misure che pongono dei limiti ad alcuni scambi commerciali. Anche queste, infatti, possono essere considerate dannose per il profitto delle multinazionali e, perch\u00e9 no, essere oggetto di disputa in sede di ISDS.<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019abbattimento di barriere si vuole non solo per i prodotti ma anche per i servizi, dei tipi pi\u00f9 disparati. Ci\u00f2 non potr\u00e0 che riflettersi sulla sanit\u00e0, l\u2019istruzione e molti altri campi fondamentali. Facciamo l\u2019esempio di una scuola che volesse servirsi di cibi locali e bio per la propria mensa: un\u2019azienda terza potrebbe impuntarsi che la scuola non agisce secondo i principi della libera concorrenza e che l\u2019appalto per la mensa deve essere aperto a tutti (indipendentemente dalla qualit\u00e0 del prodotto offerto). E\u2019 facile capire come la libert\u00e0 di scelta, in ultima analisi, verrebbe sempre pi\u00f9 limitata.<\/p>\n<p>Per concludere, il fatto che le trattative vengano tenute segrete non \u00e8 certo un buon segno, quindi cerchiamo di essere cittadini consapevoli e di tenerci informati.<br \/>\nEcco il link al sito italiano di<strong> Stop TTIP: http:\/\/stop-ttip-italia.net\/ <\/strong><br \/>\nQuesto invece \u00e8 il link alla spiegazione del TTIP data da<strong> Wikipedia: https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Trattato_transatlantico_sul_commercio_e_gli_investimenti<\/strong><br \/>\n<strong>E mi raccomando tutti in piazza a Roma il 7 maggio!<\/strong><\/p>\n<p>Cristina Dei<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora tutto tace sul TTIP. In pochi sembrano sapere cosa \u00e8 e i nostri dirigenti si guardano bene dal tenerci informati. 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