{"id":5300,"date":"2019-10-14T21:51:10","date_gmt":"2019-10-14T19:51:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/?page_id=5300"},"modified":"2020-08-02T10:51:56","modified_gmt":"2020-08-02T08:51:56","slug":"ecovillaggio-in-val-di-ledro","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/progetti\/ecovillaggio-in-val-di-ledro\/","title":{"rendered":"Ecovillaggio in Val di Ledro"},"content":{"rendered":"<p>ECOVILLAGGIO IN VALLE DI LEDRO \u2013TN-<\/p>\n<h2>UN MODO PER RICONNETERSI CON LA NATURA E LA COMUNITA\u2019<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Premessa<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 importante sviluppare azioni concrete che consentano all\u2019architettura, alle pratiche di produzione di energia, alle attivit\u00e0 antropiche di riconnettersi con la natura. L\u2019urgenza diventa quasi di natura emergenziale quando ci si riferisce ad aree rurali di particolare valore ambientale e storico-culturale. Aree che possiamo definire fragili perch\u00e9, in assenza di adeguate politiche di tutela, rischierebbero nel tempo di perdere le proprie caratteristiche storiche-ambientali e culturali di pregio. Ci riferiamo, nello specifico, alla Valle di Ledro, il cui territorio presenta, come vedremo in seguito, elementi di unicit\u00e0 e pregio tali da inserirlo all\u2019interno di importanti riconoscimenti quali Riserva della biosfera Sito Unesco MAB.<\/p>\n<p>Non risulta a nostro avviso sufficiente ai fini di una intelligente azione di salvaguardia del territorio il \u201csolo\u201d riconoscimento istituzionale ma \u00e8 necessario sviluppare iniziative che attivino una costante progettualit\u00e0 territoriale che si muova su pi\u00f9 fronti quali\u00a0 la tutela ambientale, la riattivazione di pratiche di coltivazione-produzione connotate da forti elementi di\u00a0 biodiversit\u00e0 , la messa in atto di esperienze che consentano alle nuove generazioni di rimanere ancorate al territorio pur con una visione globale.<\/p>\n<p>Si tratta a nostro avviso di individuare e tentare soluzioni coraggiose di riconnessione con la natura su un piano sociale, architettonico, olistico, economico e anche spirituale.<\/p>\n<p>In questa cornice si colloca la presente proposta di Ecovillaggio connotata sia sul profilo della pratica di costruzione in bioedilizia con elementi di progettazione bioclimatica, sia dal punto di vista sociale quale testimonianza di un modello dell\u2019abitare in comunit\u00e0 eco-sostenibili, pacifiche, ove la condivisione diventa la cifra delle relazioni tra le persone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>IL TERRITORIO COMUNALE DEL COMUNE DI LEDRO<\/h2>\n<p>Per dare una idea del territorio in questione abbiamo ritenuto opportuno riprendere alcune delle innumerevoli presentazioni del territorio, in particolare ci siamo riferiti alla dichiarazione ambientale del comune di Ledro redatta ai sensi del reg. CE 1221\/2009 EMAS, ed alle descrizioni presenti sul sito della Rete di Riserve (<a href=\"http:\/\/www.reteriservealpiledrensi.tn.it\/pagina.php?id=29\">http:\/\/www.reteriservealpiledrensi.tn.it\/pagina.php?id=29<\/a> )<\/p>\n<p>La <strong>Valle di Ledro <\/strong>\u00e8 un piccolo lembo di territorio alpino all\u2019estremit\u00e0 sud-occidentale del Trentino, fra il Garda e il lago d\u2019Idro. \u00c8 una valle atipica dal punto di vista geografico, perch\u00e9 priva della testata a monte e dello sbocco in pianura a valle. In conseguenza delle vicende glaciali che hanno interessato la regione, la valle \u00e8 rimasta pensile alle due estremit\u00e0, dove le acque superficiali devono superare il forte dislivello con importanti perdite di quota.<br \/>\nL\u2019intero sviluppo della valle \u00e8 rappresentato da una sella pianeggiante, ai cui estremi vi sono le porte d\u2019ingresso nella valle, rispettivamente dal Garda e dal Chiese.<\/p>\n<p>L\u2019articolata morfologia della Valle di Ledro fa s\u00ec che il clima non sia omogeneo. Elementi differenziatori so<a href=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5302 alignleft\" src=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_001-300x226.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_001-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_001.jpg 585w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>no l\u2019altimetria, l\u2019orientamento e quindi l\u2019insolazione, l\u2019influenza del lago di Garda e quella del lago di Ledro. Si possono cos\u00ec distinguere tre zone climatiche. La prima comprende il tratto orientale della valle e si estende dal Lago di Garda. In questo tratto la valle \u00e8 profondamente incisa, incassata tra le ripide pareti della forra del torrente Ponale. Parte di questa zona non \u00e8 illuminata dal sole per tre mesi all\u2019anno. Questo fattore negativo \u00e8 compensato dall\u2019 effetto termico generato dal Garda.\u00a0La seconda zona climatica va da Molina a Bezzecca. In questo tratto la valle \u00e8 pi\u00f9 aperta, in gran parte occupata dal lago che fa sentire il suo benefico influsso. Su questa zona ha un\u2019azione negativa la Val Concei dalla quale scendono venti freddi provenienti dalle cime pi\u00f9 alte di tutta la valle.\u00a0La terza zona, con clima pi\u00f9 rigido comprende la Val Concei, Tiarno di Sotto, Tiarno di Sopra e la Val d\u2019Ampola.\u00a0In estate, nella valle soffia dal Garda la brezza di lago chiamata \u201c\u00f2ra\u201d dalle 9 alle 17 mentre dalle 19 alle 7\u00a0antimeridiane soffia in senso contrario la brezza di terra.\u00a0La valle \u00e8 divisa in due bacini: l\u2019orientale o lago di Ledro e l\u2019occidentale o laghetto d\u2019Ampola.<\/p>\n<p>Il lago d\u2019Ampola (ex comune di Tiarno di Sopra) e il lago di Ledro sono i principali elementi che <a href=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_002.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5303 alignleft\" src=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_002-300x230.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_002-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_002.jpg 586w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>riguardo le acque lentiche. La loro origine \u00e8 da attribuirsi a un un\u2019unica grandiosa vicenda gladio &#8211; fluviale durante la glaciazione wurmiana. Il lago d\u2019Ampola, da poco istituito a Biotopo, \u00e8 collegato ad un&#8217;ampia zona paludosa, \u00e8 attualmente assai poco profondo (profondit\u00e0 media m 1,3). La sua caratteristica principale \u00e8 quella di essere un bacino lacustre che ha\u00a0raggiunto uno stadio evolutivo molto avanzato,\u00a0tanto che lo specchio d&#8217;acqua libera \u00e8 ormai molto ridotto. Possiede dunque pi\u00f9 le caratteristiche di un grande stagno che quelle di un vero lago giovane, e questo nonostante i tentativi di &#8220;ringiovanimento&#8221; operati mediante l&#8217;asportazione della vegetazione su parte delle rive attuata ai fini di sfruttamento turistico.\u00a0Il lago di Ledro si trova tra Molina di Ledro e Pieve di Ledro. La forma del Lago \u00e8 molto articolata con una larga insenatura in senso S-O e una zona paludosa vicino all\u2019emissario.\u00a0Le vicende limnologiche del lago di Ledro sono state contrassegnate dal 1928 in poi da interventi radicali che ne hanno profondamente alterato la fisionomia di lago naturale degradandolo al rango di bacino idroelettrico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Cultura e societ\u00e0<\/strong><\/h2>\n<h2><strong>Antichi mestieri<\/strong><\/h2>\n<p>Questa sezione si collega in modo diretto al progetto di ecovillaggio, fornendone alcuni interessanti spunti di contestualizzazione storica di pratiche che oggi definiremmo eco-sostenibili. Dalla descrizione che segue si evince come la Valle traesse al proprio interno le risorse per la propria economia, assumendo in alcuni casi un ruolo rilevanti per la qualit\u00e0 delle lavorazioni eseguite.<\/p>\n<p>Quello che le Alpi Ledrensi sono oggi, il carattere dei loro abitanti, il paesaggio che in esse dal fondovalle alle radure alpine, si \u00e8 evoluto \u00e8 il risultato di una lunga storia di impegno e di convivenza con una natura speciale e con le sue peculiari risorse. La vita, la cultura e lo spirito della gente di queste valli sa del legno lavorato, della lana e della resistente pietra che fanno di questo un territorio speciale. In un&#8217;area cos\u00ec ricca di <strong>legname<\/strong> \u00e8 facile capire che l&#8217;industria del legno fu una delle prime a svilupparsi nel territorio, ma non \u00e8 immediato forse pensare a quale peso abbia avuto la presenza abbondante di acque in questo tipo di industria: pi\u00f9 di una dozzina segherie erano in attivit\u00e0 in Val di Ledro prima della guerra, segherie particolari dette: veneziane. Funzionavano grazie ad una ruota ad acqua che tagliava i tronchi in assi di vario spessore, il legno della Valle di Ledro \u00e8 particolarmente duro adatto quindi per ponteggi e costruzioni da lavoro. Non era semplice trovare il posto giusto per la costruzione di questo tipo di segheria: erano indispensabili uno spazio ampio per la deposizione del legname, le rive dovevano essere abbastanza alte da salvare l&#8217;edificio da eventuali inondazioni e il corso d&#8217;acqua doveva avere un flusso quanto possibile costante. Nella segheria ognuno aveva il suo ruolo: il\u00a0<em>seg\u00f2t\u00a0<\/em>preparava tutti i materiali, il\u00a0<em>borer<\/em>\u00a0provvedeva al taglio e il\u00a0<em>caraor<\/em>\u00a0caricava la legna sul carro.<\/p>\n<p>Un altro modo di utilizzare il legno era quello di produrre la <strong>pece<\/strong> e il\u00a0<em>pegol\u00f2t<\/em>\u00a0era il mastro di quest&#8217;arte. La pece, potente collante e impermeabilizzante, venne usata negli arsenali veneziani prima e poi nella produzione di scarpe.<\/p>\n<p>El\u00a0<strong><em>carbon\u00e8r<\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em>abbandonava il fondovalle a marzo per spostarsi in quota a fare il carbone. Le localit\u00e0 di produzione erano molto distanti dal centro abitato quindi, con tutta la famiglia, dovevano trasferirsi sul posto di lavoro. Una stagione di lavoro garantiva la sopravvivenza durante gli altri mesi. Partivano con carretti portandosi dietro il\u00a0<em>paiol<\/em>\u00a0per cucinare e pulire e qualche animale come galline e capre. Al resto dell&#8217;alimentazione provvedevano il bosco e il piccolo orto vicino alla baracca, messa a disposizione del padrone vicino allo spiazzo del\u00a0<em>poi\u00e0t<\/em>, la catasta di legno che avrebbe dato origine al carbone.<\/p>\n<p>Non tutti sanno che <strong>cappelli e pantofole<\/strong> della Val di Ledro erano famosi per la loro qualit\u00e0, merito probabilmente dello splendido ambiente frequentato dalle pecore locali.\u00a0<em>Capeleri<\/em>\u00a0e il\u00a0<em>pantofoleri<\/em>\u00a0ledrensi esportavano i loro prodotti in tutta Italia settentrionale. Secondo alcuni la prima fabbrica fu a Pr\u00e8 e a Tirano di sotto raggiunse il maggior sviluppo con il rinomato Cappellificio Fedrigotti. La lana veniva cardata e quindi infeltrita, battuta e ribattuta in vasche d&#8217;acqua molto calde per farne in un unico pezzo pantofole che venivano poi colorate di rosso, blu o marrone e abbellite con nastri e pon pon. I berretti invece, destinati alla vita sui monti, rimanevano del colore naturale bianco e nero, famosi e ricercati per la loro caratteristica impermeabilit\u00e0. Questo tipo di industria speciale and\u00f2 in disuso, come purtroppo in molti casi, a met\u00e0 del novecento per la concorrenza con il mercato industriale.<\/p>\n<p>Rocce e lavorazione della dolomite sono una specialit\u00e0 nella Val di Ledro e per dirla tutta sembra che nel 1816 il Pierantonio Cassoni, pur non avendo brevettato, fu il primo al mondo a scoprire come produrre <strong>carbonato di magnesio<\/strong> dalla dolomite: la magnesia.<\/p>\n<p>Ma la magnesia non era l&#8217;unico prodotto che si cavava dalla pietra: &#8216;l\u00a0<em>spizocl\u00ec<\/em>\u00a0infatti era un mestiere rinomato: l&#8217;intagliatore di pietre. Questo tipo di artigiano lavorava enormi blocchi di granito trasformandoli in fontane, colonne, lavatoi, campanili con abilit\u00e0 e perizia, in particolare quelli di Tiarno, che li rese famosi in tutto il territorio.<\/p>\n<p>Agli abbondanti calcari delle Alpi Ledrensi sono associate le calch\u00e8re, formaci usate per cuocere le pietre calcari e trasformarle <strong>in calce viva<\/strong>. La calce era adoperata con molte diverse funzioni come ingrediente per malte e intonaci, per tinteggiature o come disinfettante per ambienti. Sembra che il livello di igiene nelle abitazioni ledrensi fosse particolarmente elevato proprio grazie al metodico uso della calce. Tutti, da queste parti, avevano una fossa con calce spenta in giardino, sempre pronta all&#8217;uso.<\/p>\n<p>Non tutta la materia prima per\u00f2 veniva dalla valle, qualcosa era importato, come <strong>il ferro<\/strong>, ma nei metodi di lavorazione i locali divennero imbattibili. Nel XVII secolo apr\u00ec a Pr\u00e8 la prima ferriera dove venivano prodotti attrezzi e utensili per il lavoro nei campi e nei boschi. A fondarla fu uno dei primi\u00a0<em>ciuar\u00f2i<\/em>\u00a0della zona, che aveva appreso l&#8217;arte di confezionare le broche (chiodi per le scarpe) nel bresciano e l&#8217;aveva importato nelle sue valli. Un&#8217;arte che divenne florida in particolare dopo il 1860 quando alcune decine di operai arrivarono dal bresciano insegnando l&#8217;arte della produzione delle <strong>broche<\/strong> che servirono tanto durante prima quanto la seconda guerra mondiale rifornendo prima l&#8217;esercito austroungarico e poi la Vermacht. Una professionalit\u00e0 indispensabile che salv\u00f2 la vita di molti giovani che, grazie al loro lavoro, riuscirono a non partire per il fronte.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_003.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5304 alignleft\" src=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_003-300x202.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_003-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_003-600x404.jpg 600w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_003.jpg 729w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ancora qualche curiosit\u00e0: alla fine dell&#8217; &#8216;800 cominciarono ad affermarsi proprio in questa zona le <strong>prime associazioni cooperativistiche<\/strong> di professionisti e finanziarie anche grazie all&#8217;intraprendente opera di alcuni &#8220;don&#8221; locali fra cui don Guetti, famoso per aver fondato la prima cooperativa di smercio e consumo, a cui prenderanno l&#8217;avvio le casse rurali e la fiorente cooperazione trentina. Al Mulino Bertolotti di Tiarno nel 1880 si frantumava corteccia di abete usata per la concia delle pelli esportate. La polvere, si scopr\u00ec in seguito, avere propriet\u00e0 estetiche e venne impiegata per la produzione di borotalco. Pare che il primo <strong>francobollo del mondo<\/strong> sia stampato su carta identificata con quella di Biacesa (1838). Poco sopra Biacesa sul torrente Ponale questa piccola cartiera fabbric\u00f2 carta per un secolo dal legno di Legno pioppi, salici, betulle abeti e pini impiegando 10\/15 operai. Sul fronte delle <strong>coltivazioni<\/strong> storiche della Valle sarebbe necessario un capitolo a parte, in questa sede \u00e8 importante richiamare all\u2019attenzione la grande variet\u00e0 di sementi coltivate. Quella che oggi chiameremmo biodiversit\u00e0 agricola, una pratica caratterizzata da una elevata variet\u00e0 genetica. A titolo di riferimento riportiamo un documento del 1919 estrapolato dal registro del Consorzio Agrario di Ledro, diretto allora dall\u2019entomologo Costantino Rigaba.<\/p>\n<h2><strong>Flora e fauna<\/strong><\/h2>\n<h3><strong>Variet\u00e0 naturale delle Alpi Ledrensi<\/strong><\/h3>\n<p>Se c&#8217;\u00e8 una caratteristica che distingue bene il territorio della Rete di Riserve delle Alpi Ledrensi quella \u00e8 di certo la variet\u00e0. Qualit\u00e0 che le deriva tanto dalla particolare posizione geografica, che si traduce in un&#8217;ampia serie di condizioni climatiche differenti, tanto dalla storia idrico-geologica che ne ha modellato dettagliatamente paesaggi e biodiversit\u00e0.\u00a0Naturalmente questa variet\u00e0 di fattori climatici e storico &#8211; geologici non poteva che riflettersi in una composizione vegetale complessa che dalle odorose, mediterranee piante della riviera gardesana, sale verso le praterie d&#8217;alta quota passando attraverso faggete, peccete e mughete.<\/p>\n<p>Non solo la storia delle glaciazioni qui ha anche lasciato tracce particolarmente preziose, come i numerosi endemismi vegetali, ovvero piante che crescono unicamente in questa zona, che fanno di questa zona una meta internazionale di pellegrinaggio botanico. Molte specie vegetali e animali, sono state spinte dal nord Europa in questa parte meridionale delle Alpi dall&#8217;espansione dei ghiacci, e qui sono rimaste, con il nome di relitti glaciali. Guglie rocciose, zone umide come il Lago d&#8217;Ampola, forre e rive dei torrenti di fondovalle. Ogni diverso ambiente si riflette in una natura vegetale distinta e caratterizzante.<\/p>\n<p>E come potrete ben immaginare, a un mosaico differenziato come quello vegetale, che offre risorse e nicchie molto differenti, dai prati di altura alle fitte foreste di abeti, non pu\u00f2 che far eco una fauna ricca e composita. Dall&#8217;orso agli invertebrati, questo territorio vanta una fauna di tutto rispetto. Numerosi e facili da osservare sono gli ungulati: dal capriolo ai camosci delle zone pi\u00f9 alte passando per i cervi delle foreste e da qualche anno anche il cinghiale, specie esotica per la regione. Ma c&#8217;\u00e8 un particolare che rende il territorio particolarmente pregiato dal punto di vista faunistico. Si tratta infatti di una delle zone di passaggio per il flusso migratorio degli uccelli, da sud verso nord e viceversa. Diversi sono i valichi attraverso cui, da fine agosto a ottobre, \u00e8 possibile osservare il transito, diurno e notturno di moltissime specie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_004.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5305 size-large aligncenter\" src=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_004-1024x493.jpg\" alt=\"\" width=\"790\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_004-1024x493.jpg 1024w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_004-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_004-768x370.jpg 768w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_004-600x289.jpg 600w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_004.jpg 1065w\" sizes=\"auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Ecovillaggio come visione utopica<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_005.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5306 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_005-300x239.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"239\" srcset=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_005-300x239.jpg 300w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_005-600x478.jpg 600w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_005.jpg 648w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E\u2019 molto complesso poter dare una definizione corretta e univoca di ecovillaggio: si pu\u00f2 infatti facilmente affermare, per la pluralit\u00e0 di realt\u00e0 esistenti e la moltitudine delle differenze riscontrabili tra esse, che non esiste una definizione standardizzata ed univoca del termine, tuttavia, nel modo pi\u00f9 generale, un ecovillaggio potrebbe essere individuato come:<\/p>\n<p><strong><u>Insediamento, microsociet\u00e0 a dimensione d\u2019uomo in cui le attivit\u00e0 umane sono integrate in modo non dannoso al mondo naturale; centro abitato moderno dove l\u2019uomo vive in armonia e cooperazione con la natura, sperimentando nuove tecnologie e nuove abilit\u00e0 per creare un modo di vivere pi\u00f9 sostenibile, e pacifico<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Alcuni affermano che gli ecovillaggi sono soltanto una delle ultime <strong>visioni utopiche<\/strong>, dopo una lunga serie nel corso della storia, che riguarda il modo, pratico e concettuale, di vivere e concepire la vita; un sogno non realizzabile nell\u2019epoca contemporanea e una forzatura della sua organizzazione sociale. Per questa ragione l\u2019iniziativa che ci vede promotori, come associazione <strong>Ledro Inselberg<\/strong>, di stimolo alla realizzazione di una o pi\u00f9 esperienze di ecovillaggio, si inserisce in una ampia progettualit\u00e0 partita nel 2017 con il progetto <strong>\u201c La tutela dell\u2019ambiente: un testimone da passare tra generazioni\u201d<\/strong> che ha visto la partecipazione di un ampio numero di giovani della Valle di Ledro sui temi ambientali. Il progetto <strong>Ledropia, pensare l\u2019impossibile<\/strong> sar\u00e0 il contenitore nel quale nei prossimi anni svilupperemo esperienze, confronti d\u2019idee anche con giovani d\u2019Europa, momenti di formazione tra cui, appunto, il sogno\/utopia di Ecovillaggio.<\/p>\n<p>Un percorso non facile n\u00e9 breve, si tratta infatti di stimolare la crescita di una comunit\u00e0 intenzionale e sostenibile basata su valori di natura etica, spirituale, ecologica, sociale o un insieme tra tutti questi aspetti, ma tutti caratterizzati da una scelta consapevole indirizzata alla sostenibilit\u00e0 dal punto di vista ecologico, sociale, economico e culturale. Siamo tuttavia convinti, e ne abbiamo le fattive testimonianze, che si tratti di una Utopia concreta, una di quelle azioni\/sogni con forte valore aggregante e fondamentale significato etico ambientale. All\u2019ecovillaggio stiamo ipotizzando di dare una organizzazione multisettoriale, si tratta infatti di attivare pi\u00f9 ambiti di intervento che possiamo sintetizzare in:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Settore coltivazione<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Settore trasformazione<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Settore ristorazione<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Settore accoglienza<\/p>\n<p>Ciascuno dei settori contribuir\u00e0 poi allo sviluppo del Settore pratiche naturale per il benessere individuale<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_006.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5307 size-full aligncenter\" src=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_006.jpg\" alt=\"\" width=\"726\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_006.jpg 726w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_006-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_006-600x423.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 726px) 100vw, 726px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Con la puntuale e condivisa progettazione dell\u2019ecovillaggio, nel tempo andremo a declinare ciascuno dei settori, in questa fase riteniamo aperto ogni confronto.<\/p>\n<h2>Gli aspetti rilevanti del progetto<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_007.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5308 size-large\" src=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_007-1024x300.jpg\" alt=\"\" width=\"790\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_007-1024x300.jpg 1024w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_007-300x88.jpg 300w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_007-768x225.jpg 768w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_007-600x176.jpg 600w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_007.jpg 1161w\" sizes=\"auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px\" \/><\/a><\/p>\n<ul>\n<li>\u00c8 lungimirante perch\u00e9, come abbiamo scritto in precedenza, riconnette l\u2019uomo alla natura in una dimensione non eco- chic ma con un profilo che coniuga sostenibilit\u00e0, economia, socialit\u00e0;<\/li>\n<li>E\u2019 una proposta per un luogo dove vivere, lavorare, un luogo che diventi esperienza pilota anche per altri contesti territoriali Trentini ed Europei, quindi anche un luogo da visitare;<\/li>\n<li>Guarda al passato nel riattivare coltivazioni storiche ormai scomparse, attivando una biodiversit\u00e0 agricola fondamentale per un robusto ecosistema agricolo, ma allo stesso tempo \u00e8 proiettato nel futuro per dare alla Valle prodotti a filiera corta con un marchio del territorio.<\/li>\n<li>Guarda al futuro per dare possibilit\u00e0 a giovani di credere nelle proprie utopie concrete e di metterle in pratica sostenuti da una comunit\u00e0 di adulti che vedranno in loro il testimone da passare per un mondo migliore.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Cosa chiediamo?<\/h2>\n<p>Come abbiamo cercato di descrivere nei punti precedenti, il progetto ha come obiettivo di partenza la formazione di un gruppo di giovani ed anche meno giovani, che scelgano di percorrere insieme il percorso che li porter\u00e0 a condividere uno spazio abitativo comune.<br \/>\nSu questo nucleo si attiver\u00e0 l\u2019iniziativa di riattivazione di coltivazioni antiche, grano saraceno, segale, orco, canapa, miglio, un tempo diffuse nella Valle di Ledro. Chiaramente oltre alla coltivazione si completeranno anche le attivit\u00e0 di trasformazione dei prodotti e la loro commercializzazione. Per fare ci\u00f2 chiediamo a chi voglia sostenere il progetto:<\/p>\n<p>1) La pi\u00f9 ampia diffusione all\u2019interno dei propri gruppi, rendendosi disponibili ad incontri di approfondimento con la nostra associazione;<br \/>\n2) Nell\u2019auspicabile situazione nella quale il progetto risulti di grande interesse, la collaborazione attiva alla messa in atto del progetto stesso, apportando propri contributi e proposte migliorative;<br \/>\n3) L\u2019individuazione di giovani ed anche meno giovani a cui sottoporre il progetto con l\u2019intento di contribuire alla formazione del nucleo di partenza.<\/p>\n<p>Ci preme specificare che la riuscita dal progetto dipende da una serie di fattori tra i quali, di rilevante importanza, \u00e8 la disponibilit\u00e0 della \u201ccomunit\u00e0 degli adulti\u201d a sostenerla fattivamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Un ultimo spunto<\/h2>\n<p>Concludiamo questa breve presentazione con queste considerazioni presenti nel manifesto di Rive la Rete degli Ecovillaggi in Italia<\/p>\n<p>La Rete Italiana dei Villaggi Ecologici ritiene che le esperienze di vita comunitaria,<br \/>\nciascuna con il proprio carisma, siano laboratori di forme genuine di<br \/>\nesistenza [&#8230;] che rifiutano il consumo incontrollato del territorio e delle risorse<br \/>\nnaturali per assumere comportamenti consapevoli tendenti alla riduzione<br \/>\ndell\u2019impronta ecologica, a partire dal proprio vivere quotidiano..\u201d<\/p>\n<p>Non secondaria \u00e8 la forte connessione con numerosi obiettivi SDGs<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_008.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5309\" src=\"http:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_008.jpg\" alt=\"\" width=\"917\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_008.jpg 917w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_008-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_008-768x418.jpg 768w, https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Ledropia_008-600x326.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 917px) 100vw, 917px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mail:\u00a0<a href=\"mailto:scurirossi@amicidellanatura.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">scurirossi@amicidellanatura.it<\/a><br \/>\nNomi e Numeri di telefono: Maria a Pietro +39 331 888 1442<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ECOVILLAGGIO IN VALLE DI LEDRO \u2013TN- UN MODO PER RICONNETERSI CON LA NATURA E LA COMUNITA\u2019 &nbsp; Premessa Oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 importante sviluppare azioni concrete che consentano all\u2019architettura, alle pratiche di produzione di energia, alle attivit\u00e0 antropiche di riconnettersi con la natura. L\u2019urgenza diventa quasi di natura emergenziale quando ci si riferisce ad aree&hellip;&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/progetti\/ecovillaggio-in-val-di-ledro\/\" rel=\"bookmark\">Leggi tutto &raquo;<span class=\"screen-reader-text\">Ecovillaggio in Val di Ledro<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":70,"featured_media":5301,"parent":1492,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"neve_meta_sidebar":"","neve_meta_container":"","neve_meta_enable_content_width":"","neve_meta_content_width":0,"neve_meta_title_alignment":"","neve_meta_author_avatar":"","neve_post_elements_order":"","neve_meta_disable_header":"","neve_meta_disable_footer":"","neve_meta_disable_title":"","footnotes":""},"class_list":["post-5300","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5300","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/70"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5300"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5300\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6201,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5300\/revisions\/6201"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1492"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5301"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.amicidellanatura.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5300"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}