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Conosciamo
tre parole in lingua Apache:
DZIL N’CHAA SI AN (GRANDE MONTAGNA SEDUTA).
I sottoscritti cittadini, essendo a conoscenza della
grave violazione dei diritti religiosi dei Nativi nordamericani in
corso sul Monte Graham (Arizona USA), iniziata nel 1990
dall’Università di Arizona e da un consorzio di università
americane insieme ai loro partners europei: l’Istituto Max Planck
ed alcune università tedesche; l’Istituto di Astrofisica di
Monte Arcetri, Firenze, Italia; la Specola Vaticana (Stato Vaticano )
e realizzata attraverso la costruzione di tre telescopi, tra i quali
il Large Binocular Telescope, uno dei più grandi telescopi ottici
dell’emisfero Nord,
DENUNCIANO
La responsabilità
dei parlamenti e dei governi americano, tedesco e italiano e dello
Stato Vaticano, per le autorizzazioni, il sostegno ed i finanziamenti.
La responsabilità
delle
università americane ed europee coinvolte nel progetto che, invece di
insegnare che cos’è una “Montagna Sacra”, si rendono
protagoniste della sua distruzione.
La responsabilità degli scienziati e dei loro collaboratori che
in nome della ricerca astronomica violano un luogo fondamentale per la
conoscenza primordiale legata ai luoghi sacri della terra e
determinano un pericoloso precedente che rischia di indebolire
ulteriormente le leggi statunitensi per la protezione dei diritti
religiosi e dei luoghi sacri di tutte le nazioni native degli Stati
Uniti.
CHIEDONO
Che l’UNESCO inserisca il Monte Graham nella Lista del
Patrimonio Culturale Mondiale, anche in considerazione della
dichiarazione di eleggibilità, dello stesso Monte Graham, nel
Registro dei Luoghi Storici degli Stati Uniti espresso dall’United
States Departement of the Interior il 4 marzo 2002.
FANNO
APPELLO
Agli studiosi ed operatori del diritto affinché sostengano una
causa legale presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di
Strasburgo, contro la violazione dei diritti religiosi degli Apache.
Documento
allegato alla petizione: „Conosciamo tre parole in
lingua Apache”.
Dalla Valcamonica, dal primo titolo per l’Italia (1979) della
Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, associazioni, istituzioni
culturali e scientifiche, semplici cittadini, chiedono l’inserimento
del Monte Graham (Arizona USA) nella stessa Lista. La Grande Montagna
Seduta, che si erge maestosa e solitaria dal deserto di Sonora e fa
parte della catena dei Monti Pinaleno è, da tempo immemorabile una
Montagna Sacra ai popoli Nativi del Sud-Ovest degli USA. Lo è, in
modo particolare, per le tribù Apaches dei San Carlos e degli White Mountains
che non hanno mai interrotto il rapporto con la Montagna. Dalla fine
degli anni ’80 del secolo scorso una dura vertenza oppone gli
Apaches all’Università dell’Arizona e, nonostante la costruzione
di tre stazioni telescopiche, la protesta continua. Rappresentanti del
Consiglio Tribale e della componente tradizionalista di San Carlos
sono venuti molte volte in Europa ed in Italia, hanno avuto incontri e
tenuto discorsi contro la profanazione dei loro luoghi sacri e delle
loro terre ancestrali. Nel mese di aprile del 1995 una delegazione di
associazioni camune si trovava a Strasburgo al Parlamento europeo per
consegnare all’allora presidente Klaus Hentsch
una richiesta, sottoscritta da quasi settemila cittadini, per
la creazione di un Parco Europeo nelle Alpi centrali. Il promotore di
quell’incontro, il compianto Alexander Langer ci fece incontrare Ola
Cassadore e Michael Davis, anziani e combattivi delegati dei San
Carlos. Negli anni
successivi oltre ad Ola e Michael, altri Apaches hanno visitato la
Valcamonica ed è iniziato un rapporto di conoscenza e di
amicizia che ha mostrato la solidità e la profondità del legame che
essi mantengono con le conoscenze e le pratiche tradizionali, legate
ai luoghi sacri. La nostra valle è il terreno ideale per queste
ricerche e non sono mancati momenti di grande coinvolgimento. Ci siamo
resi conto che se l’Università dell’Arizona ed i suoi partners
riescono nei loro scopi viene messo a rischio un patrimonio di
conoscenze che è di tutta l’umanità. Perciò, nello spirito e
nella lettera del terzo paragrafo dell’articolo 1° della
Convenzione dell’UNESCO: “Sia portatore di una testimonianza
unica o in qualche modo eccezionale di una tradizione culturale o di
una civiltà vivente o scomparsa”, riguardante
i criteri relativi all’iscrizione dei beni culturali alla Lista del
Patrimonio Mondiale, ci sentiamo di chiedere che al più presto il
Monte Graham vi sia inserito. Non possiamo nasconderci le difficoltà
ed i numerosi passaggi che questa richiesta dovrà superare, sarà, ad
esempio, necessario il consenso del governo degli Stati Uniti, ma è
il caso di credere in questa possibilità, da quando il Monte Graham
è stato dichiarato “eleggibile” nel Registro Nazionale dei luoghi
Storici dall’”United States Departement of the Interior”,
proprio in riconoscimento dell’uso tradizionale del luogo da parte
dei Nativi.
Un voluminoso e ricco dossier ci
è stato inviato dagli Apaches ed è a disposizione di tutti gli
interessati; da esso emerge anche lo straordinario valore ambientale
della Grande Montagna Seduta: vera e propria “Sky Island” (isola
in cielo) contiene cinque fasce vegetazionali e la salita alla cima,
dal deserto sonoriano, (3300 metri s.l.m.), equivale, dal punto di
vista ecologico, al passaggio dal Messico al Canada.
Sollecitiamo l’adesione
alla petizione “Conosciamo tre parole in lingua Apache: DZIL
NCHAA SIAN, La Grande Montagna Seduta (Monte Graham, Arizona USA)”
dei cittadini, associazioni, Istituzioni scientifiche e culturali,
scuole ed università.
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