La Via della Selce

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Data / Ora
Date(s) - 30/08/2016 - 06/09/2016
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Itinerario:
la traccia rossa si riferisce all’itinerario principale
la traccia gialla sono le possibili varianti
la traccia azzurra si riferisce agli spostamenti su mezzi pubblici

 


 

Dal 30 agosto al 6 settembre percorreremo, per la terza volta, i sentieri della Via della Selce, l’antica via di commercializzazione della preziosa pietra che ha contribuito allo sviluppo della società dei Camuni e dell’uomo preistorico in generale.

Il ritrovo è alla casa GIAN Baito 359, a Ferrara di montebaldo. La partenza è prevista per martedì 30/8 e arriveremo alla casa GIAN di saviore dell’Adamello il 6 settembre. Pernottamento in alberghetti o rifugi a seconda di cosa offre il luogo che ospita la tappa di arrivo.

 

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Programma

30/8: ritrovo e partenza dalla casa GIAN “Baito 359°” per raggingere cima Telegrafo. pernotto nell’omonimo rifugio (3h).

31/08: Dal Rifugio Telegrafo proseguiremo per cima ValDritta e per ridiscendere su Malcesine (5h). Durante la discesa, con una deviazione, potremo cercare e trovare una grotta che si contraddistingue per una incisione reto-etrusca del V-VI secolo a.C. Pernottamento in alberghetto a Vesio, frazione di Tremosine che raggiungeremo attraversando il Lago di Garda con un traghetto e l’autobus di linea

01/09: Passando dal Passo Nota attraverseremo una linea di fortificazione della Prima Guerra Mondiale. Arriveremo nel pomeriggio al Lago di Ledro (5h), famoso per il ritrovamento di almeno 11500 pali, tagliati e scavati con utensili in selce, sui quali si sviluppò una megalopoli su palafitte circa 4000 annifa. Pernotto ad Enguiso (probabilemte in B&B)

02/09: Utilizzeremo questa giornata per goderci l’area del lago di Ledro. Sarà possibile prenotare una visita al museo palafitticolo (se ci saranno richieste) o visitare altri siti preistorici (a partire dal museo dell’AltoGarda a Riva) o fare un’escursione ad anello che prevede di affrontare una ferrata per principianti (per effettuare tale attività è opbbligatorio portare una corda di sicurezza diametro 8mm lungheza 6-7 metri e due moschettoni con resistenza superiore ai 20KN sull’asse verticale e 8KN sull’asse orizzontale). Pernotto ad Enguiso (probabilemte in B&B).

03/09: in questa tappa scavalcheremo il monte Cadria, altro luogo di combattimenti della Prima Guerra mondiale come testimoniato dai bruschi cambiamenti morfologici della zona. Scenderemo su Pieve di Bono (6h) dove pernotteremo (probabilemte in B&B).

04/09: il percorso di questa tappa verrà deciso all’approsimarsi della data di partenza. Effettuare i 23km di asfalto da pieve di Bono alla diga di malga Bissina alle porte dell’incantevole val di Fumo (8h) pernottando presso l’affittacamere che sorge vicino alla diga o, se riusciremo ad organizzare un trasporto fino al lago di cui prima, effettueremo la salita a Cima Re di Castello per poi andare a pernottare al Rifugio Maria e Franco (6h).

05/09: indipendentemente dalla percorso che verrà scelto da fare per la tappa precedente, questa tappa si svilupperà su un tratto dell’Altavia Dell’Adamello (il sentiero n°1) che ci porterà ad attraversare un altro avanposto militare della Prima Guerra Mondiale: il passo Ignaga. Ma il passaggio simbolicamente più forte resta il passaggio per il passo di Campo, antico passaggio di comunicazione con la Vallecamonica. Pernotto presso il rifugio Lissone (6h).

06/09: ultima tappa, Meteo permettendo percorreremo quella che viene ritenuta essere la valle più bella del gruppo dell’Adamello: La valle Adamè e riasalendo per il passo Poia arriveremo a destinazione: la casa “Alexander Langer” di Saviore (7h).

 

 

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